20 Episodes
2020 First episode About Cortina, dicono di lei Un’antologia delle più belle citazioni su Cortina e le Dolomiti. Con l’indicazione delle passeggiate preferite dagli scrittori e le mappe per ritrovare i luoghi letterari. Da Amelia Edwards a Virginia Woolf, da Eugenio Montale a Giuseppe Berto, da Ernest Hemingway ad Alberto Moravia, Dino Buzzati e tanti altri.
Elleboro editore - AA. VV.
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Publisher Elleboro editore
Category society & culture
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First episode 13 Feb 2020
Latest episode 21 Feb 2020 Latest episodes 20 episodes in the feed.
21 Feb 2020
Giuseppe Berto e la mondanità Giuseppe Berto è stata una delle figure più controverse della letteratura del Novecento: ha scritto un libro di enorme successo internazionale, “Il male oscuro”, ma non è stato apprezzato a causa della sua compromissione giovanile col fascismo. Alla fine del ‘65 si trasferì a Cortina con la moglie Manuela.
Era amico di Indro Montanelli, con il quale passeggiava. E divenne il re della mondanità degli anni ‘60, la stagione d’oro di Ira Frustemberg e Sharon Tate, di Helmut Berger, Walter Chiari e Vittorio Gassman. Tra feste, flirt, e litigate burrascose riuscì a portare a termine “La cosa Buffa” e, nella villa dei Marzotto scrisse “Anonimo Veneziano”.
"Una ragazza venne fuori a dire che la Borghetto se ne stava beatamente a Cortina dove era stata vista da parecchi conoscenti. Benché anche questa fosse una notizia della quale uno poteva e rallegrarsi e rattristarsi Antonio se ne sentì di colpo soltanto rattristato anzi la subì come un personale affronto dato che proprio nel momento in cui egli aveva raggiunto vette altissime nell’amarla in purezza e generosità ecco che Maria risultava starsene giusto nel pieno della stagione invernale a Cortina d’Ampezzo, cioè in un luogo dove non era molto probabile che si riuscisse a soffrire né a lungo né profondamente di pene d’amore".
Giuseppe Berto, La cosa buffa.
©Elleboro Editore - AA. VV.
20 Feb 2020
Giuseppe Berto La stagione invernale consiste in due parti o tronconi nettamente distinti (il natalizio che bruscamente precipita con l’Epifania, e il carnevalesco o febbraio che declina lentamente verso i primi di marzo) con aggiunta un’appendice pasquale. Tra l’uno e altro di questi tronconi di punta vi sono dei buchi paurosi, cioè settimane nelle quali la gente se ne va da Cortina come se all’improvviso vi fosse scoppiata la peste. I reggitori la Magnifica Comunità, gli Albergatori e la Corporazione Maestri di Sci hanno istituito, per tappare questi buchi, le “settimane bianche”, combinazioni a prezzo ridotto tutto compreso che attirano specialmente i giovani di famiglie non molto danarose i quali per qualità d’indumenti indossati, aspetto, uso di mondo e l’abitudine di bere vini veneti in luogo di vini francesi portano ad una vistosa decadenza del tono di vita.
Giuseppe Berto, Le stagioni dello sci.
©Elleboro Editore - AA. VV.
20 Feb 2020
Cortina e la stagione invernale "A Hadley e a me piaceva sciare fin da quando l’a-vevamo fatto per la prima volta insieme in Svizzera e più tardi a Cortina d’Ampezzo nelle Dolomiti quando Bumby era già in arrivo e il dottore a Milano, le aveva dato il permesso di continuare a sciare, se io garantivo che non sarebbe caduta. Questo richiese una scelta molto accurata del terreno e delle piste e un’andatura assolutamente controllata, ma lei aveva delle belle gambe straordinariamente forti e un ottimo controllo degli sci, e non cadde mai. Non cadde più di quanto non sarebbe caduta sciando slegata su un ghiacciaio. Tutti conoscevamo bene le diverse condizioni della neve e ciascuno di noi sapeva come sciare con neve alta e farinosa".
Ernest Hemingway, Festa mobile.
"Come mi piaceva sciare, in quel periodo. Quell’inverno, capii veramente l’ebbrezza di questo sport, la meraviglia di padroneggiare un elemento come la neve, di possederlo quasi. Il maestro che avevamo era un tipo di poche parole, serio, tutto di un pezzo. Ma sulla neve era un dio. Ricordo le sue grida quando io sbagliavo un movimento, quell’urlo “peso a valle”, che non ho più dimenticato. Imparavo con facilità, ma spesso mi distraevo, perchè su di me contava anche il paesaggio esterno, il colore del cielo, la forma di un albero, o quella di una montagna. Cortina era uno scenario incomparabile".
Milena Milani.
©Elleboro Editore - AA. VV.
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