Un oggetto ordinario diventa la lente per leggere un'abitudine, una paura, un compromesso. Quindici minuti, solo voce: niente musica, niente ospiti, niente effetti.
Non è uno di quei podcast che ti dicono che se vuoi, puoi. Parlo a una persona intera, che produce molto e sente troppo, e che da sola ha già fatto buona parte del lavoro.
Sono Laura Rubiani, life e business coach. Sito: www.laurarubiani.it · Instagram @Guardando_bene.
Podcast italiano di coaching, crescita personale e introspezione: consapevolezza e alta sensibilità, senza ricette pronte.
Cose ordinarie, sguardo lungo.
Il contatore — se il no non lo dici tu, lo dice l'impianto (imparare a dire di no)
Ieri sera: forno, lavatrice, phon. Buio. Sono andata al quadro elettrico, ho rialzato la levetta — e ferma lì davanti ho capito una cosa che in tutta una vita di contatori saltati non avevo mai visto: quel dispositivo aveva appena detto di no al posto mio.
Una puntata su chi vive come se la propria potenza fosse illimitata, sul no detto bene — pulito, breve, senza il curriculum delle giustificazioni — e su due conti che non facciamo mai: il giro delle lampadine rimaste accese in cantina, l'energia sprecata in fatiche senza senso e relazioni già finite nei fatti; e il confronto impossibile con gli altri edifici, di cui vediamo le finestre illuminate ma mai il quadro. E su cosa succede quando il no, al posto tuo, lo dice l'impianto.
Il riferimento è agli studi di Julian Givi e Colleen Kirk (2023) su quanto sovrastimiamo le conseguenze di un rifiuto.
Cose ordinarie, sguardo lungo.
6 Jul 2026
Il servizio buono — le occasioni speciali non arrivano, si dichiarano (smettere di rimandare)
Una tazzina del servizio buono, usata di giovedì per un caffè di passaggio. Questo episodio usa le cose «tenute da parte» come metafora dell'abitudine di rimandare: aspettare il momento giusto, l'occasione speciale, il giorno in cui saremo pronti — mentre la vita buona resta chiusa in una credenza. Un invito a vivere il presente e a godersi le cose belle adesso, senza sensi di colpa. Per chi conserva il meglio — oggetti, progetti, parole — in attesa di un'occasione che non arriva mai.
Una puntata su come smettere di rimandare la felicità, sulla frase che ci diciamo ogni volta che scegliamo la tazza sbeccata — oggi non è abbastanza speciale — e su una verità semplice: le occasioni speciali non arrivano, si dichiarano. Sui per-dopo invisibili, quelli che non stanno in nessuna credenza, e su cosa succede a una cosa mai messa in circolo: non si rompe mai, ma non comincia mai a vivere.
Cose ordinarie, sguardo lungo.
29 Jun 2026
I tacchi alti — smettere di entrare in una misura più piccola di te (accettazione di sé)
Stavo cercando i sandali per le vacanze, e in fondo all'armadio ho trovato una scatola che non aprivo da anni. Dentro, un paio di tacchi altissimi, a punta. Me li sono infilati così, in tuta, e ho fatto tre passi in camera. Tre. E il piede si è ricordato tutto.
Un paio di tacchi mai comodi, comprati per negare un'altezza modesta e un numero di piede. Questo episodio usa la «misura» come metafora dell'identità: il dolore a cui ci si abitua fino a non sentirlo più, e cosa vuol dire smettere di rimpicciolirsi per stare in uno spazio che non è il nostro. Un messaggio di accettazione, non di riduzione. Per chi si è adattato così a lungo da non notare più la scomodità.
Una puntata sui due dolori che da fuori sembrano identici: quello di una cosa che ti sta diventando giusta, e quello di una scarpa presa apposta per negare la tua misura. Su come distinguerli, su quando resistere e quando scendere — e su cosa succede al dolore che sopporti troppo a lungo: non finisce, trasloca.
Cose ordinarie, sguardo lungo.
22 Jun 2026
La gomma da masticare — il rimuginio: perché pensare troppo non risolve (e come fermarlo)
Ieri qualcuno mi ha offerto una gomma. Ho detto di no, come faccio quasi sempre. E mentre spiegavo il perché — dopo due minuti non sanno più di niente, è solo masticare a vuoto — mi sono accorta che non stavo descrivendo una gomma.
I primi due minuti hanno sapore; poi si continua a masticare a vuoto. Così funziona il rimuginio: pensiero che non diventa mai azione. Questo episodio parla di overthinking, di come il malumore degli altri «contagia» (contagio emotivo e co-ruminazione) e di come uscirne con il «test del sapore». Con i lavori di Susan Nolen-Hoeksema, Amanda Rose e Will Felps. Per chi pensa troppo e dorme poco.
Cose ordinarie, sguardo lungo.
15 Jun 2026
Lo specchietto retrovisore — quando un «no» non significava «non vali», ma che sei nella «stanza sbagliata»
Uno specchietto retrovisore con una crepa che non ho ancora aggiustato. Ci passo davanti ogni mattina. Una di queste, mi sono ricollegata a una storia di nove anni fa — che ho impiegato sette anni a capire.
Lo specchietto è lo specchio che non riflette te: ti mostra quello che hai dietro, quello che da solo non vedi. È la puntata in cui ti dico chi sono. Per chi più di una volta si è chiesto se era in target — quando, forse, era solo nella stanza sbagliata.
Cose ordinarie, sguardo lungo.
La puntata più autobiografica della serie: per anni un«no» letto come «non sono all'altezza», quando era solo la stanza sbagliata. Un episodio su autostima, identità, il sentirsi fuori posto e la sensibilità come risorsa e non come difetto. Per chi si è sentito «non in target» e ha scambiatouna direzione diversa per una colpa propria.
8 Jun 2026
Il cappello da baseball — i 6 cappelli per pensare di Edward de Bono (e perché ne usiamo sempre uno solo)
Sabato al parchetto. Mio figlio corre con il suo cappello giallo, di quel giallo che da grandi non si usa più. Uno studente di un corso appena finito: Per tre mattine ha tenuto in aula un cappello da baseball nero, senza mai toglierselo.
Una puntata sul cappello mentale — quello che ti metti in testa al mattino, senza accorgertene, e che a un certo punto non è più un cappello: è la tua testa. Su quale colore porto io, e quale magari stai portando tu.
Indossiamo ogni giorno lo stesso «cappello» — un modo di pensare: critico, ottimista, pratico, emotivo — e a furia di portarlo smettiamo di vederlo. Questo episodio spiega isei cappelli per pensare di Edward de Bono e cosa significa scambiare il proprio modo di pensare per «il» pensare. Per chi vuole più flessibilità mentale e affrontare i problemi da angolazioni nuove.
Cose ordinarie, sguardo lungo.
1 Jun 2026
Il tovagliolo — leggere le persone dai gesti, e la disciplina di non dirlo
A colazione, un tovagliolo di carta. L'ho preso in mano insieme a una scena di qualche mese fa: un altro tovagliolo, un altro posto, una collega che fa un piccolo gesto e mi racconta — senza dirmi nulla — qualcosa che lei stessa non aveva ancora nominato. Una puntata su quello che il corpo dice prima delle parole. E sul confine, sottile e profondamente etico, fra vedere e nominare.
Cose ordinarie, sguardo lungo
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Quello che le persone fanno con le mani mentrela testa è altrove racconta più delle parole. Questo episodio parla di linguaggio del corpo e micro-gesti, di come «leggere» gli altri e di una disciplina poco nominata: vedere e saper tacere, lasciare che ognuno arrivi ai propri pensieri con i propri tempi. Per chi nota tutto e si chiede cosa farne
18 May 2026
Il pneumatico bucato — perché sappiamo cosa ci fa male e continuiamo a farlo (abitudini e autosabotaggio)
Una buca che conoscevo da settimane e sulla quale son passata ugualmente, andando dove sapevo di non dover andare.
Una puntata su quello che chiamiamo "sfortuna" — e che è quasi sempre "abitudine". Su come fai a vedere una buca e cascarci dentro lo stesso.Il riferimento è alla poesia "Autobiografia in cinque brevi capitoli" di Portia Nelson.
In questo episodio parliamo della distanza tra il vedere eil muoversi: perché riconosciamo un problema — una buca sulla strada, un'abitudine che ci danneggia — e continuiamo comunque a passarci sopra. Un episodio su autosabotaggio, abitudini difficili da cambiare e consapevolezza di sé. Per chi si chiede perché «lo so, ma non cambio».
Cose ordinarie, sguardo lungo.
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