A seguito del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e dell'elezione dei membri dell'Assemblea costituente, quest'ultima iniziò i lavori per la stesura del corpo di leggi della neonata Repubblica Italiana. Tale assemblea era costituita dalle diverse forze politiche della penisola che tra loro stipularono il patto che diede luogo alla Costituzione, cioè il Compromesso costituzionale. Esso fu la condizione dell'approvazione quasi unanime della Costituzione. Il testo approvato fu promulgato il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. La ragione del successo dell'Assemblea è che i singoli partiti non concepirono la Costituzione come uno strumento attraverso cui raggiungere un immediato vantaggio particolare ma lavorarono con lo sguardo rivolto al futuro.
24 May 2021
02. L'intellettuale nella storia
Potremmo pensare all'intellettuale come uno dei primi esempi di lavoratore autonomo nella storia accanto alle figure di mercanti e imprenditori manifatturieri.
Effettivamente la figura del letterato nasce in Italia nel XIII secolo come indipendente: basta pensare alla figura di Dante Alighieri che nelle sue opere mostra la sua prospettiva del mondo agendo in accordo con il proprio pensiero. Tale posizione va scomparendo però tra il XIV e il XVII secolo dove si afferma sempre più l'intellettuale cortigiano, obbligato a vivere presso la corte essendo economicamente dipendente da un signore. Seppur tale personaggio sopravvivrà fino all' '800, è con la rivoluzione scientifica che iniziano a ricomparire autori indipendenti dal potere, quali Copernico o Galilei. Ma è nel '700 che si assiste alla vera rivoluzione dell'erudito nella società: egli ora è impegnato a rendere lo stato in cui vive un posto migliore per tutti i cittadini che lo abitano.
L'intellettuale militante, che nel periodo giacobino era stato quasi totalmente sostituito dal letterato eremita, ritorna ad essere interessato al sociale nella seconda metà dell'800, periodo di formazione degli stati moderni. In tale periodo la sua opera sarà volta all'unificazione del uso popolo sotto un unica bandiera nazionale.
24 May 2021
03. La concezione del lavoro per Marx
Una forte posizione riguardo al lavoro viene presa da Marx egli infatti ritiene che il lavoro dovrebbe essere manifestazione della libertà di un soggetto, egli però sottolinea che questo ha sempre avuto un carattere alienante e schiavistico. In particolare secondo Marx il capitalismo ha posto il lavoro al di sopra dell’uomo che veniva quindi intrappolato in un processo di sfruttamento. Solo una volta eliminati i rapporti capitalistici si può giungere ad un tipo di lavoro che sia inteso come realizzazione individuale
24 May 2021
04. Industrial Revolution
The Industrial Revolution changed the world by transforming business, economics and society. It began in Great Britain in the middle of the 18th century. During this period the European population grew substantially and to increase the production of primary goods, machines became widely used in factories. During the Industrial Revolution, there was no legislation about work. Due to the factory system, workers had to face poor working conditions, had low salaries, worked for many hours a day and lived in inadequate sanitary conditions. Often even women and children were exploited. Children were ideal for factory work: employers didn’t have to pay them high wages being too young to complain. They were also uneducated because schools were a privilege and only wealthy families could afford to have their children homeschooled.
24 May 2021
05. La concezione del lavoro nel Medioevo
Durante l’alto medioevo il lavoro era strettamente influenzato dalla tripartizione della società in ordini, gran parte della popolazione era rappresentata da contadini e dalla loro attività dipendeva il resto della popolazione. La frattura nella società tra uomini liberi e lavoratori sta proprio nell’assoggettamento di questi ultimi al labor stesso.
Mentre gli appartenenti agli ordini più elevati vivevano di rendita la schiavitù era la forza principale di lavoro rurale, a differenza dei grandi latifondi l’economia agricola si organizzò attraverso la curtis, aziende agricole che gestivano il terreno di proprietà del dominus nel quale lavoravano i servi. Durante il basso medioevo l’attenzione si sposta dai grandi terreni alle città dove si concentrarono gran parte della attività lavorative ed è proprio nelle città che si afferma una nuova divisione tra potentes e humiles. In particolare la povertà diventa quasi una colpa, in quanto chi viveva in miseria veniva accusato di pigrizia.
Inoltre molte professioni, seppur essenziali quali ad esempio quella del macellaio, venivano considerate infamanti
24 May 2021
06. Il Labor nell'antica Roma
Il mondo romano si dimostrò particolarmente ostile e disinteressato nei confronti di ogni tipo di lavoro manuale poiché questo veniva considerato non degno di un uomo libero. Questi ultimi, infatti, si dedicavano principalmente alla carriera politica considerata un dovere nei confronti della comunità.
Il termine labor significa fatica e aveva quindi una connotazione particolarmente negativa, inoltre non esiste in latino nessun termine che corrisponda alla concezione moderna del lavoro. Una particolare visione del lavoro ci viene data da Virgilio che con la sua teodicea sostiene la derivazione divina del lavoro allo scopo del progresso umano.
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