Progetti, idee e soluzioni con un unico comune denominatore: l’Italia. Una rassegna di interviste a connazionali che hanno deciso di credere nei propri sogni con forza, iniziativa e coraggio. Ascolteremo dalla viva voce dei protagonisti come ogni progetto rappresenti un’occasione di crescita personale, professionale o artistica. Testimoni di come le idee possano diventare una fonte di ispirazione per gli altri e trasformare l’ambiente circostante, vedremo come ogni ostacolo sia un nuovo punto di partenza verso l'obiettivo finale in ogni campo e settore del vivere comune.
Una scuola professionale di danza contemporanea che vuole essere la casa della creatività e delle arti performative per mettere in scena lo spettacolo della vita con Diana Florindi
Diana Florindi, abruzzese di origine e romana di adozione, nella bellissima capitale frequenta fin da giovanissima l’Accademia Nazionale di Danza dove, spinta da una forte motivazione ed un autentico amore per la danza, studia, perfeziona le tecniche e sviluppa il proprio talento per le arti performative. E sempre nella bellissima capitale fonda Opificio, un grande contenitore di idee in movimento, un centro di formazione professionale in cui grandi Maestri internazionali scelgono di svolgere la propria professione. Un luogo in cui far crescere bambini e ragazzi all'insegna della disciplina e della professionalità, dove trovano posto i professionisti, ma anche gli amatori. Un ambiente perfetto per esposizioni d’arte, happening e performance, con spazi adatti all’allestimento di spettacoli. Ospita audizioni, workshop e masterclass, casting, set fotografici e cinematografici, meeting, seminari e concorsi e, non per ultimo, fornisce la residenza a compagnie di danza che operano sul territorio nazionale ed internazionale.
Diana è attualmente Direttore artistico del centro di formazione professionale per la danza Opificio, coreografa e docente di danza contemporanea e swing dances, Direttore artistico di numerosi progetti e continua con determinazione e tenacia nella sua missione di sviluppare le arti performative a 360 gradi per mettere in scena lo spettacolo più importante, quello della vita! (www.opificioinmovimento.com)
20 Nov 2021
La fermografia utilizza la tecnica fotografica per esprimere la propria visione del mondo e delle persone che lo abitano, ritratti fatti di silenzi interiori e rumori di fondo con Claudia Filisina
E se ti stai chiedendo cosa sia una fermografa, ecco qui la sua biografia: “Il mio nome è Claudia. Quando ho sfogliato il mio primo libro di Fotografia ho provato un senso profondo di gratitudine. Per me fu vedere una forma rappresentativa così immediata da essere strettamente intrecciata con quello che possediamo come esseri viventi. Ho studiato Arte per cinque anni, senza avere ben chiaro che sarebbe stata veramente una base certa su cui progettare. Ho dovuto abbandonare questo percorso per raggiungere la piena certezza che fosse mio. Ho vissuto anni impegnata in tutt’altro rimanendo, anche grazie al mio carattere, nei retroscena e nei posti dove volevano stare in pochi o nessuno. A contatto con le persone di ogni genere, ho imparato a gestire il poi di azioni e parole, finché a un certo punto ho avvertito il forte bisogno di saper usare in maniera ordinata tutte le forze che stavo mettendo per vivere. Sentivo la mancanza di un metodo. Tutto quello che avevo accumulato era come inutile perché rimaneva inutilizzato, inespresso e disperso. È stato un pomeriggio di questo periodo che mi ha incuriosito un libro in bianco e nero a casa di un’amica. Mi piace pensare che generare immagini sia un gesto che porta ognuno a doversi guardare da fuori. Puoi solo trasmettere senza insegnare. Trovo il ritratto una forma di indipendenza e di completezza. È autocoscienza e gentilezza verso noi stessi, sia che lo facciamo o che lo lasciamo fare a qualcun altro” (fonte www.lafermografa.com).
13 Nov 2021
Bobo Bear dà voce alla comunità gay degli orsi attraverso illustrazioni e stampe che hanno lo scopo di rappresentare (e abbracciare) tutti; ma proprio tutti! con Roberto Nisi
Roberto era un bambino molto introverso che considerava le matite i suoi migliori amici. Cresce in una piccola città della provincia italiana dove studia ragioneria e coltiva la passione per il disegno e le illustrazioni. Dopo il diploma si iscrive, finalmente, ad una scuola d’arte dove perfeziona lo stile e la tecnica mentre lavora in un supermercato per pagarsi gli studi. Nonostante abbia una vita apparentemente tranquilla e serena, Roberto cova però una certa insoddisfazione e la frustrazione di non riuscire a sfogare la sua creatività. La sua crescita professionale passa anche attraverso l’accettazione della sua sessualità e, purtroppo, un episodio molto doloroso colpisce la sua famiglia.
Tutto questo però getta benzina sul fuoco perché da questo momento Roberto capisce che non c’è più tempo da perdere e comincia a realizzare i propri sogni nel cassetto. Il trasferimento a Londra fa il resto. Nella capitale inglese Roberto disegna Adam, il suo primo personaggio gay, ispirato dalla comunità cosiddetta degli orsi, che rappresenta anche il suo target commerciale. Roberto e il suo Bobo Bear sono ormai una realtà affermata, con migliaia di followers e prodotti distribuiti nei negozi di settore di tutta Europa, Stati Uniti, online e sulle pagine di riviste popolari.
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