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Che cos'è e che cosa non è il lusso

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by Valeria Torchio

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Podcast Overview

Il podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, ideato da Valeria Torchio, imprenditrice, formatrice e ricercatrice nel settore del lusso, si propone come un percorso d’analisi rigoroso e multidimensionale volto a svelare la complessità e l’autentica essenza di un universo sovente frainteso nonché incompreso.<br /><br />Attraverso una prospettiva unica, maturata sia come operatrice del settore sia come cultrice ed estimatrice, il podcast offre una guida autorevole per comprendere il lusso nella sua interezza, indagandone le radici sociologiche, psicologiche, culturali, economiche e manageriali, andando oltre le apparenze e decostruendo le credenze erronee che nel tempo hanno contribuito a diffondere falsi miti e percezioni distorte, restituendo al lusso la sua autentica sostanza.<br /><br />Il percorso si distingue per l’attenzione alla dicotomia tra il lusso autentico e il suo surrogato, ovvero tutti quei fenomeni che ne emulano l’apparenza senza possederne l’essenza, permettendo all’ascoltatore di distinguere con precisione tra valori reali e imitazioni. In tale ottica, il podcast intende sfidare luoghi comuni, stereotipi e convinzioni erronee, proponendo una lettura critica, rigorosa e innovativa del fenomeno.<br /><br />Il podcast si rivolge a: imprenditori e professionisti che operano o aspirano a operare nel settore del lusso; cultori, estimatori e appassionati desiderosi di acquisire una visione completa e stratificata del lusso; studenti interessati ad approfondire con rigore e metodo le molteplici dimensioni del settore; riviste accademiche interessate a pubblicazioni peer-reviewed; ricercatori e studiosi del lusso, interessati a confrontarsi con una prospettiva teorica innovativa e con modelli interpretativi capaci di ampliare il perimetro epistemologico degli studi sul lusso; enti formativi e università che intendono approfondire la dimensione concettuale, psicologica e culturale del lusso contemporaneo.<br /><br /><br /><br /><b>Argomenti trattati</b><br /><br />Definizione e rappresentazioni del lusso e del suo surrogato. |  Interconnessioni culturali, psicologiche, economiche e sociali. |  Sfera personale e sfera professionale. | Macro-tendenze psicologiche e sociali. |  Decostruzione dei miti e dei pregiudizi. |  Principi operativi e strumenti pratici.<br /><br /><br /><br /><b>Riferimenti utili</b><br /><b></b><br />Profilo social dedicato: Che cos'è e che cosa non è il lusso  |   Canale Telegram: <a href="https://t.me/luxury_business_structure" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luxury_Business_Culture_Structure</a>  Siti ufficiali: <a href="http://www.valeriatorchio.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.valeriatorchio.com</a> | <a href="https://www.louiseprestige.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.louiseprestige.com</a>  |   Contatti: info@valeriatorchio.com

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Episode thumbnail for Il lusso dal punto di vista economico: dalle origini alla deriva contemporanea

December 4, 2025

Il lusso dal punto di vista economico: dalle origini alla deriva contemporanea

L’episodio 6, “Il lusso dal punto di vista economico: dalle origini alla deriva contemporanea” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, intende scandagliare la genesi e l’evoluzione del concetto moderno di lusso nella sua declinazione economica. Si tratta di una costruzione recente, scaturita dalla progressiva confluenza di mestieri un tempo rigorosamente separati – moda, pelletteria, profumeria, gastronomia – organizzati in corporazioni autonome e ritenuti universi tecnici impermeabili fra loro. Il mutamento di paradigma nasce dalla lungimiranza francese, cristallizzata nel 1954 con la fondazione del Comité Colbert, che per la prima volta individuò un’“arte del vivere” coerente, trasversale e culturalmente stratificata. Da quel momento, il lusso ha assunto la forma di un sistema organico, animato da savoir-faire e tradizioni differenti ma unificati dall’aspirazione comune a eccellenza, artigianalità, creatività e radicamento culturale.<br /><br />Parallelamente, la crescita del settore – analizzata e quantificata da Bain &amp; Company attraverso il perimetro del “lusso personale” – ha rivelato un comparto dinamico ma contraddittorio, sospeso tra la necessità di preservare un’aura di inaccessibilità e l’esigenza, imposta dai mercati globali, di garantire volumi, scalabilità e redditività. Proprio questa tensione ha condotto numerose maison ad abbandonare l’ethos originario, inseguendo una democratizzazione che, lungi dall’ampliare il prestigio del lusso, ne ha progressivamente eroso la sostanza. L’espansione verso il middle market, la delocalizzazione produttiva e la rincorsa a una desiderabilità indotta hanno trasformato il lusso in un dispositivo commerciale sempre più distante dalla sua ontologia.<br /><br />Sul piano strutturale, l’egemonia dei conglomerati – LVMH, Kering, Richemont – ha trasformato il lusso in un sofisticato esercizio finanziario, imponendo sinergie e standardizzazioni che comprimono l’unicità creativa e l’eccellenza manuale. La suddetta logica entra in rotta di collisione con la rarità autentica, propria delle maison vincolate da limiti naturali o tecnici (Romanée-Conti, Ferrari, Patek Philippe, Hermès), e alimenta invece una rarità cosiddetta “virtuale”, dunque artificiale, cara al mondo della moda: capsule effimere, edizioni limitate, storytelling e retail esperienziale che simulano esclusività senza incarnarla.<br /><br />Il confronto fra Francia e Italia mette in scena due architetture antitetiche: la Francia consolida la propria leadership grazie a una strategia di acquisizioni mirate, privilegiando la concentrazione del capitale rispetto alla generazione di nuovi marchi; l’Italia, straordinaria fucina di brand e creatività, ma priva dei conglomerati necessari a proteggerne la continuità e la forza competitiva. Questa asimmetria alimenta il mito, infondato, dell’incapacità italiana di gestire le proprie eccellenze: in realtà, i due modelli rispondono a logiche differenti ma entrambe decisive per l’equilibrio dell’ecosistema globale.<br /><br />Ne emerge un settore al tempo stesso prospero e strutturalmente fratturato: da un lato, megabrand sempre più distanti dall’autenticità originaria; dall’altro, monobrand indipendenti che, pur relegati ai margini del sistema finanziario, incarnano la possibilità concreta di un ritorno all’essenza del lusso. L’attenuarsi dell’attrattiva dei conglomerati presso la clientela storica e le nuove élite, lascia intravedere una possibile inversione di rotta, in cui qualità intrinseca e coerenza identitaria potrebbero tornare a imporsi come criteri supremi di valore.<br /><br /><br /><b>Riferimenti utili</b><br /><br />Per restare costantemente aggiornati sui nuovi episodi, approfondire contenuti esclusivi, sviluppare sinergie e partecipare a iniziative dedicate al settore del lusso:<br /><br />- Canale social dedicato al podcast: <a href="https://www.instagram.com/luxury_podcast_?igsh=am10azR6ZmhuN2dz&amp;utm_source=qr" target="_blank" rel="noreferrer...

Episode thumbnail for Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione

November 20, 2025

Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione

L’episodio 5, “Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, analizza il duplice paradigma che anima la fruizione del lusso: il lusso attivo e il lusso passivo. Il primo si configura come esperienza intrinseca e concreta, in cui l’individuo, assumendo il ruolo di protagonista, incarna la quintessenza del lusso mediante partecipazione e possesso consapevoli, interiorizzando i valori estetici, culturali e simbolici insiti nelle esperienze e negli oggetti privilegiati. Il lusso passivo, al contrario, si dispiega come dimensione contemplativa, spettatoriale, in cui il fascino del lusso si rivela attraverso la mediazione simbolica e visiva, sia nella sfera offline, mediante l’osservazione di beni e stili di vita elitari, sia in quella online, attraverso la proliferazione di immagini, video e narrazioni social che amplificano la gratificazione vicaria.<br /><br />Il dialogo tra queste due macro-tendenze rivela una simbiosi imprescindibile: il lusso attivo trova parte della sua legittimazione e aura simbolica nello sguardo dei fruitori passivi, i quali, pur privi di partecipazione diretta, contribuiscono a costruire e consolidare il prestigio culturale e sociale che avvolge il lusso. Tale dinamica si arricchisce ulteriormente distinguendo all’interno del lusso attivo due declinazioni fondamentali: il lusso esternalizzato, orientato verso la visibilità e la comunicazione di status, e il lusso internalizzato, radicato nell’autenticità, nella coerenza personale e nell’eleganza intima, discreta e riflessiva.<br /><br />L’episodio approfondisce, inoltre, le categorie di spettatori passivi: gli “auto-limitanti”, la cui distanza apparente dal lusso nasconde desiderio o frustrazione, e gli “auto-alimentanti”, che traggono ispirazione e aspirazione dall’osservazione senza risentimento emotivo, delineando così una mappatura psicologica e sociale completa del rapporto con il lusso. La rivoluzione digitale emerge come fattore decisivo nell’espansione del lusso passivo, democratizzandone la rappresentazione senza alterarne la natura esclusiva e contribuendo a ridefinire l’equilibrio tra inclusione simbolica ed esclusione reale.<br /><br />In ultima analisi, il lusso si configura come fenomeno dialettico, nel quale il valore, la magnificenza e l’aura simbolica non risiedono unicamente nel possesso o nella fruizione diretta, ma nell’interazione incessante tra chi vive e chi contempla, tra esperienza concreta e gratificazione vicaria, tra autenticità e rappresentazione. L’episodio evidenzia come tale dialettica culturale e sociale costituisca il nucleo strutturale del lusso contemporaneo, definendo il suo ruolo non solo come esperienza individuale, ma come costrutto simbolico in grado di modellare aspirazioni, desideri e valori nella società odierna.<br /><br /><br /><b>Riferimenti utili</b><br /><br />Per restare costantemente aggiornati sui nuovi episodi, approfondire contenuti esclusivi, sviluppare sinergie e partecipare a iniziative dedicate al settore del lusso:<br /><br />- Canale social dedicato al podcast: <a href="https://www.instagram.com/luxury_podcast_?igsh=am10azR6ZmhuN2dz&amp;utm_source=qr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram</a><br /><br />- Canali social di Valeria Torchio: <a href="https://www.instagram.com/_valeria_torchio_/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram</a> / <a href="https://www.linkedin.com/in/valeria-torchio-9b9533146/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LinkedIn</a> / <a href="https://www.facebook.com/valeriatorchiobusiness/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a><br /><br />- Canale Telegram: <a href="https://t.me/luxury_business_structure" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luxury_Business_Culture_Structure</a><a href="https://t.me/+-976_tkgu4o4Y2Fk" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><br /><br />- Sito personale: <a...

Episode thumbnail for L’arte del savoir-vivre: vivere il lusso e di lusso, non nel lusso

November 6, 2025

L’arte del savoir-vivre: vivere il lusso e di lusso, non nel lusso

L’episodio 4, “L’arte del savoir-vivre: vivere il lusso e di lusso, non nel lusso” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, si configura come un itinerario speculativo e sensoriale nel cuore del concetto di lusso dal punto di vista della filosofia del vivere, inteso non come categoria univoca, bensì come dimensione plurima e stratificata, che si manifesta secondo tre distinte modalità esistenziali: vivere il lusso, vivere di lusso e vivere nel lusso. Ciascuna di esse incarna una diversa postura nei confronti dell’essenza del lusso, delineando un percorso che si estende dall’intimità dell’esperienza immateriale fino alla più vacua esteriorità dell’ostentazione.<br /><br />“Vivere il lusso” rappresenta l’apice della consapevolezza, un’esperienza che trascende la materialità e trova la sua massima espressione nell’apprezzamento dell’immateriale: il tempo, la libertà, la salute, l’autenticità dei legami e la pienezza dell’essere. È una dimensione interiore, fatta di riconoscenza e di sguardo lucido sulla rarità delle cose non garantite, un lusso dell’anima che si alimenta di coscienza e di gratitudine.<br /><br />“Vivere di lusso” si colloca su un piano altrettanto nobile, ma più tangibile. Esso si fonda sulla selezione raffinata, sulla capacità di discernere e scegliere quello che trasmette bellezza, arte, heritage, valore intrinseco. Qui il lusso diviene un esercizio di discernimento estetico e morale che antepone la qualità alla quantità, la sostanza all’apparenza, l’esperienza al mero possesso.<br /><br />“Vivere nel lusso”, per contro, si pone come la manifestazione più degradata e superficiale del concetto: un lusso ridotto a spettacolo, in cui il prezzo sostituisce il valore e l’apparire soppianta l’essere. È un lusso che vive di riflesso, incapace di introspezione, privo di radici culturali e di sensibilità estetica, in cui l’ostentazione e l’accumulo soffocano l’autenticità e l’elevazione.<br /><br />L’episodio si addentra poi in una riflessione più ampia sul lusso quale fenomeno culturale e antropologico, mettendo in luce la crescente confusione tra lusso autentico e il suo surrogato. Oggi, cultori ed emuli condividono spazi, oggetti ed esperienze, dissolvendo i confini un tempo netti tra l’eccellenza e la sua imitazione. La società, nel suo affannoso desiderio di apparire, ha smarrito il senso della selettività, riducendo il lusso a industria, a commercio, a meccanismo di massa.<br /><br />Il vero lusso, invece, è dialogo costante tra cultura, arte, savoir-faire e bellezza. È una tensione spirituale verso l’assoluto, ma anche un gioco di seduzione sottile, un dualismo armonico tra l’elevazione e il piacere, tra la misura e l’ebbrezza. Esso sfida la banalità del quotidiano e restituisce valore al tempo, all’inutilità feconda, al piacere vissuto con lentezza e consapevolezza. In un mondo dominato dall’efficienza e dalla frenesia, il lusso diventa, paradossalmente, la capacità di “perdere tempo”, di abitare la lentezza, di trasformare l’attesa e la contemplazione in atti di autentica elevazione.<br /><br />La narrazione si conclude con una riflessione sull’arte del vestire, intesa come suprema manifestazione del savoir-vivre e specchio dell’eleganza interiore. In un’epoca segnata dal trionfo del cattivo gusto e dall’omologazione stilistica, l’abito torna a essere linguaggio e identità, strumento di distinzione e testimonianza di cultura estetica. L’eleganza, come il lusso, non risiede nella ricchezza materiale, ma nell’armonia, nella proporzione, nella discrezione e nella consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.<br /><br /><br /><b>Riferimenti utili</b><br /><br />Per restare costantemente aggiornati sui nuovi episodi, approfondire contenuti esclusivi, sviluppare sinergie e partecipare a iniziative dedicate al settore del lusso:<br /><br />- Canale social dedicato al podcast: <a href="https://www.instagram.com/luxury_podcast_?igsh=am10azR6ZmhuN2dz&amp;utm_source=qr" target="_blank" rel="noreferrer...

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What is Che cos'è e che cosa non è il lusso?

Il podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, ideato da Valeria Torchio, imprenditrice, formatrice e ricercatrice nel settore del lusso, si propone come un percorso d’analisi rigoroso e multidimensionale volto a svelare la complessità e l’autentica essenza di un universo sovente frainteso nonché incompreso.<br /><br />Attraverso una prospettiva unica, maturata sia come operatrice del settore sia come cultrice ed estimatrice, il podcast offre una guida autorevole per comprendere il lusso nella sua interezza, indagandone le radici sociologiche, psicologiche, culturali, economiche e manageriali, andando oltre le apparenze e decostruendo le credenze erronee che nel tempo hanno contribuito a diffondere falsi miti e percezioni distorte, restituendo al lusso la sua autentica sostanza.<br /><br />Il percorso si distingue per l’attenzione alla dicotomia tra il lusso autentico e il suo surrogato, ovvero tutti quei fenomeni che ne emulano l’apparenza senza possederne l’essenza, permettendo all’ascoltatore di distinguere con precisione tra valori reali e imitazioni. In tale ottica, il podcast intende sfidare luoghi comuni, stereotipi e convinzioni erronee, proponendo una lettura critica, rigorosa e innovativa del fenomeno.<br /><br />Il podcast si rivolge a: imprenditori e professionisti che operano o aspirano a operare nel settore del lusso; cultori, estimatori e appassionati desiderosi di acquisire una visione completa e stratificata del lusso; studenti interessati ad approfondire con rigore e metodo le molteplici dimensioni del settore; riviste accademiche interessate a pubblicazioni peer-reviewed; ricercatori e studiosi del lusso, interessati a confrontarsi con una prospettiva teorica innovativa e con modelli interpretativi capaci di ampliare il perimetro epistemologico degli studi sul lusso; enti formativi e università che intendono approfondire la dimensione concettuale, psicologica e culturale del lusso contemporaneo.<br /><br /><br /><br /><b>Argomenti trattati</b><br /><br />Definizione e rappresentazioni del lusso e del suo surrogato. |  Interconnessioni culturali, psicologiche, economiche e sociali. |  Sfera personale e sfera professionale. | Macro-tendenze psicologiche e sociali. |  Decostruzione dei miti e dei pregiudizi. |  Principi operativi e strumenti pratici.<br /><br /><br /><br /><b>Riferimenti utili</b><br /><b></b><br />Profilo social dedicato: Che cos'è e che cosa non è il lusso  |   Canale Telegram: <a href="https://t.me/luxury_business_structure" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luxury_Business_Culture_Structure</a>  Siti ufficiali: <a href="http://www.valeriatorchio.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.valeriatorchio.com</a> | <a href="https://www.louiseprestige.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.louiseprestige.com</a>  |   Contatti: info@valeriatorchio.com

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