La newsletter del venerdì su marketing, digital, e-commerce e altre cose divertenti. Scritta e letta da Gianluca Diegoli. <br/><br/><a href="https://lettera.minimarketing.it?utm_medium=podcast">lettera.minimarketing.it</a>
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Il venerdì di [mini]marketing
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La newsletter del venerdì su marketing, digital, e-commerce e altre cose divertenti. Scritta e letta da Gianluca Diegoli. <br/><br/><a href="https://lettera.minimarketing.it?utm_medium=podcast">lettera.minimarketing.it</a>
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🇮🇹
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March 21, 2025
[È venerdì] Il business automatizzato dei suoni curativi
<p>[Se vuoi provare il brivido un podcast generato automaticamente dalla AI da questo post, a cui partecipa il mio replicante, molto più chiaro di me, clicca qui sotto]</p><p>–</p><p>Una mattina di questa settimana mi sono svegliato – chissà perché – pensando all’infinita lotta tra la carta igienica a un velo-due-tre-quattro-cinque. E come la monovelo in realtà ne faccia consumare di più rispetto a quella a due veli. E quella a due veli faccia consumare più carta di quella a tre. Com’è possibile che l’umanità non si riesca ad accordare nemmeno su questo? Questione da premio Nobel per l’economia (comportamentale).</p><p>Grazie a <a target="_blank" href="https://emmaboshi.net/">Emmaboshi Studio</a> per il supporto a questa edizione. Emanuele è una persona con cui ho lavorato spesso, e posso consigliarvi la sua combo creatività-sostanza.</p><p>Sei tra le 25.553 persone iscritte tra qui, <a target="_blank" href="https://www.linkedin.com/newsletters/6916064587469447168/">LinkedIn</a>, <a target="_blank" href="https://t.me/minimarketing">Telegram</a> e <a target="_blank" href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734">WhatsApp</a>? Grazie, spero che le 3,4 ore per scriverla ti siano state utili. </p><p>A proposito, questa newsletter vive dello sponsor, che peraltro può avere attenzione qualificata: <a target="_blank" href="https://lettera.minimarketing.it/p/sponsorizzare-qui">informazioni, idee e costi qui</a>.</p><p>Il quiz della settimana</p><p>“Ferrero presenta una limited edition di Kinder Fetta al latte, al gusto mirtillo. Kinder Fetta al latte Mirtillo (146,5 g) è caratterizzata dall’unione della classica farcitura al latte con una nota di mirtillo.”</p><p>Risposta corretta, come al solito, in fondo.</p><p>(Ehi, ti chiedo un attimo di attenzione per lo sponsor, che contribuisce a portare la newsletter puntuale ogni venerdì!)</p><p><strong>Massimizzare l’impatto visivo non è un'opzione, è un vantaggio competitivo</strong></p><p>È inutile continuare a investire budget in comunicazione visiva che non converte. Non basta "fare grafica", serve una direzione strategica.</p><p>Ciao, io sono Emanuele Centola e, con più di <a target="_blank" href="https://emmaboshi.net/progetti/tipo">300 progetti realizzati</a> e 25 anni di esperienza, aiuto le aziende a trasformare la loro identità visiva in uno strumento che genera risultati. Lo faccio in due modi:</p><p>✅ Progettando in prima persona con <a target="_blank" href="https://emmaboshi.net/">Emmaboshi Studio</a>, portando metodo e visione.</p><p>✅ Come temporary o fractional Art Director lavorando con il vostro team per ottenere il massimo dalle risorse interne.</p><p>La differenza tra un brand che resta impresso e uno che passa inosservato sta nella qualità delle scelte visive. La vostra comunicazione visiva funziona? Prenota una call e parliamone, senza obblighi.</p><p>Oppure scrivimi a <a target="_blank" href="mailto:emanuele@emmaboshi.net">emanuele@emmaboshi.net</a> </p><p>Il business della musica automatica</p><p>La trasformazione digitale non consiste tanto nel mettere in vendita online qualcosa che prima era in vendita offline. Significa soprattutto trovare nuovi modi per creare e scambiare valore in modo più efficiente (cioè meno costoso) di prima, dalla produzione alla distribuzione. A volte cerchiamo di farci pagare di più quel “valore” (ricordo che il cliente deve pensare che il valore valga più dei suoi soldi), a volte possiamo provare a eliminare il costo. Questo è uno di questi casi.</p><p>In questi passati dodici mesi di indefessa (ok, circa) scrittura del mio nuovo libro che uscirà (annunciazione!) a fine aprile, mi sono imbattuto (è anche il topos del libro) in infiniti intrecci tra comunità, guru, fedi consumistiche, irrazionalità di ritorno, stress contemporanei da scacciare come zanzare fameliche. L’irrazionalità c’entra parecchio, in questa zona franca oggetto della newsletter di oggi.</p><p>Al di là degli intrecci finiti nel libro, altri mi hanno accompagnato attaccandosi a me come quei pesciolini che puliscono i denti degli squali (o delle balene? Le balene non hanno denti. O forse la pelle? OK, sia come sia). La musica “per scrivere”, per esempio. La chiamo musica perché sono in effetti suoni, e non saprei come altro chiamarla. Ma questa non ha niente della musica come la conosciamo: niente arte, ispirazione, messaggio, artista. Questi sono solo suoni: è una produzione con uno scopo (un prodotto nel più stringente senso del termine). Nel collasso contemporaneo del concetto di settore produttivo verso “problema da curare”, siamo dalle parti della omeopatia, della naturopatia, della riflessologia plantare.</p><p>Ma queste attività, pure ormai diffuse come la gramigna nel mio prato, non sono scalabili. Bisogna abolire l’umano, per renderle scalabili. E oggi il momento è arrivato. Non sono novità assolute, lo ammetto: da anni c’era una produzione a basso costo di musica “per ascensori” o repliche piano bar di brani famosi, e c’era chi faceva soldi semplicemente mettendo su Spotify il rumore bianco in loop, per la gioia di fruitore, creatore e piattaforma. Gli umani nella musica erano già in estinzione.</p><p>Oggi questo modello produttivo è la norma. Ecco alcuni titoli di canali (e loro diffusione) che ho ascoltato mentre scrivevo:</p><p>* Productivity Music, ADHD Relief Music for Focus and Concentration, 462.410 visualizzazioni, 6 mesi fa</p><p>* Musica da lavoro produttiva: mix Deep Focus per programmazione e codifica, 720.016 visualizzazioni, 3 mesi fa</p><p>* 40 Hz Brain Activation Binaural Beats: Activate 100% of Your Brain, Gamma Waves, 342 spettatori, LIVE</p><p>* MUSICA DI LAVORO - 3 ore di musica di lavoro eccezionale, profonda concentrazione ed efficienza #3 712.230 visualizzazioni, 6 mesi fa</p><p>* Activate Your Higher Mind for Success ☯ Subconscious Mind Programming ☯ Mind/Body Integration, 15 mln di visualizzazioni, 7 anni fa</p><p>* 40Hz GAMMA Binaural Beats, Ambient Study Music for Focus and Concentration, 5,1 mln di visualizzazioni, 2 anni fa</p><p>E però ora siamo al costo marginale zero, ma zero davvero. È come vedere i grafici di economia aziendale prendere vita per la prima volta in euro e numeri, non più come teorie sulla carta. Se produrre qualcosa non costa più niente, cosa succede? Succede che tutto diventa una grande roulette che redistribuisce un margine sempre più piccolo al mercato (la concorrenza tra produttori è una legge che vige ancora), ma che basta per questo continuo grattare il fondo dell’economia contemporanea in cui siamo tutti imprenditori part-time, perché questo modello, in effetti, è la realizzazione concreta del sogno del reddito passivo dei fuffa guru.</p><p>Ci sono canali che sono live da sei mesi, in loop da circa 15 secondi a qualche minuto, con musica completamente creata dalla AI. Andranno avanti per sempre, fino a che non succederà un disastro molto grosso – e forse anche dopo. Gli alieni arriveranno e si chiederanno cosa significasse questa musica. Come gli archeologi, nel dubbio diranno che si tratta di qualcosa di religioso.</p><p>Sia come sia, quando il costo è zero tutto è margine, anche se questo è di pochi centesimi ogni mille visualizzazioni. Sei però in balia dell’algoritmo, deus ex machina che ti può premiare o condannare. E dell'ottimizzazione per il motore di ricerca di YouTube, ormai la tv di sottofondo del terzo millennio, che sia sul pc o nel televisore poco importa.</p><p>Queste zone sono frontiera, sono edge & side hustle business, si vince o si perde per un pelo, si guadagnano centesimi che hanno senso solo su grandi numeri investendo una parte piccola del proprio tempo. E quindi è un continuo tempestare la roulette di puntate di suoni spazzatura in paziente attesa di quello che sbancherà il banco. </p><p>E tuttavia come non essere commossi da tanta schumpeteriana "burrasca di distruzione creativa"? Sono progetti che sorprendono per la loro creatività imprenditoriale nello sfruttare le pieghe della trasformazione, nel ricercare e nell’appoggiarsi a una incrollabile domanda di cura per sindromi vere e presunte, nello studiare mosse e contromosse dei flussi delle piattaforme e degli algoritmi di cui tanto noi non-imprenditori-digitali ci lamentiamo a parole, e nell’usare la potenza della produzione a costo zero per soddisfarci, e quindi la disponibilità a pagare (con il tempo, con i dati, con i soldi: non importa più in questa economia).</p><p>In questo caso, paghiamo con il tempo: tra un suono curante e l’altro ci sono gli spot di YouTube. I soldi, alla fine, partono da lì: da qualcuno che prova a venderci qualcosa, tra un foglio di Excel, un Google Docs e un PowerPoint che non abbiamo proprio voglia di fare, e come ex-voto ci affidiamo ai suoni a 40Hz GAMMA Binaural Beats. Tutto effetto placebo, ma smentitemi pure. Non è importante ai nostri fini, per il marketing basta che qualcuno ci creda, o che nel dubbio non gli dispiaccia sentire queste cose anonimizzanti. Se abbiamo un prodotto a costo zero e tempo di realizzazione da ammortizzare a più infinito, basta questo per finire in utile.</p><p>Utile, ma quanto? Non tantissimo, ma nemmeno poco per non fare nulla.</p><p>Proviamo a calcolare concretamente quanto potresti aver guadagnato su YouTube con un livestream musicale di circa 200 spettatori in media, attivo da sei mesi. Quello che sto ascoltando ora. Per prima cosa, definiamo alcuni parametri generali (mediamente realistici) per questo tipo di canale:</p><p>* Ore totali trasmesse in sei mesi: 180 giorni × 24 ore = 4.320 ore.</p><p>* Media spettatori simultanei: 200 utenti (stiamo bassi).</p><p>* CPM medio (Costo per Mille visualizzazioni/monetizzazione pubblicitaria media su questo tipo di contenuto): da 0,5€ a 2€ (teniamoci un valore medio di 1.25€).</p><p>* In media, un utente collegato continuamente genera circa 2 visualizzazioni pubblicitarie per ora (ipotizzando intervalli di annunci ogni 30 minuti).</p><p>Dunque, avremmo 200 utenti × 2 visualizzazioni orarie × 4.320 ore = 1.728.000 visualizzazioni monetizzabili totali.</p><p>Prendiamo lo scenario medio (CPM = 1,25€). Ora una precisazione importante. C’è differenza tra CPM e RPM: CPM (Costo per Mille) è quanto l'inserzionista paga a YouTube per ogni 1000 visualizzazioni pubblicitarie. Quindi, quando si dice "CPM medio 1€", ci si riferisce a quanto l'inserzionista sta pagando a YouTube, non quanto riceve direttamente il creator. RPM (Revenue per Mille) invece rappresenta quanto il creator riceve effettivamente ogni mille visualizzazioni monetizzate, dopo che YouTube ha preso la sua quota.</p><p>YouTube solitamente trattiene circa il 45% dei ricavi pubblicitari e lascia al creator circa il 55%. Questo significa, ad esempio, che se un inserzionista paga a YouTube un CPM di 1,25€, il creator riceverà circa 0,69€ ogni 1.000 visualizzazioni (1,25€ × 55%). </p><p>Quindi (1.728.000 / 1000) × 0,69€ = 1.192,32€. Dai, si è pagato un po’ di affitto. Ma chissà quante prove avrà fatto? Quanti canali in contemporanea avrà creato?</p><p>È tutto così affascinante in questo millennio. Se ci fosse ancora Vice bisognerebbe andare a casa di Zac in Olanda – se esiste – e farci un pezzo sulla sua vita.</p><p>Hi, I'm Zac and I create original soothing music + visuals for sleep, relaxation, and studying. Utilizing simple yet potent techniques like Binaural Beats, Ambisonic Audio (immersive 3D/8D Audio), and ASMR textures, along with guided breathing meditations, I gently lead you toward peaceful moments and restful sleep.</p><p>E per stare sul sicuro, un suo disclaimer:</p><p>Disclaimer: The content provided on this channel is not a medical/clinical service and does not replace health or mental health professionals. These videos should never substitute professional medical advice. Do not listen while driving or operating machinery of any kind. Cease listening immediately if you experience any adverse effect.</p><p>Il marketing insegnato dai negozianti</p><p>Non è come pensate.</p><p><a target="_blank" href="https://ilmarketinginsegnatodainegozianti.info/random">ilmarketinginsegnatodainegozianti.info</a> è un progetto collettivo di gonzo journalism a cui puoi contribuire senza pietà. No screenshot o inoltri dai social, solo foto tue. </p><p>Segnalazioni </p><p>* La scorsa settimana ho parlato della <a target="_blank" href="https://lettera.minimarketing.it/p/e-venerdi-la-piu-grande-telepromozione?r=kydc&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=false">famigerata televendita di Tesla</a> alla Casa Bianca.</p><p>* Ho scritto un <a target="_blank" href="https://www.ilpost.it/2025/03/01/diegoli-alcune-ipotesi-sul-successo-del-padel/">pezzo</a> per <a target="_blank" href="https://www.ilpost.it/2025/03/01/diegoli-alcune-ipotesi-sul-successo-del-padel/">Il Post</a> e, apparentemente e inspiegabilmente, <a target="_blank" href="https://www.ilpost.it/2025/03/01/diegoli-alcune-ipotesi-sul-successo-del-padel/">parla di padel</a> (metafora di qualsiasi cosa).</p><p>* Ho letto 'This is Strategy' di Seth Godin e ne discuto con <a target="_blank" href="https://substack.com/profile/171680936-giuseppe-stigliano">Giuseppe Stigliano</a> in 45 minuti: tra presunte mucche viola e community che funzionano davvero. <a target="_blank" href="https://lettera.minimarketing.it/p/ho-letto-this-is-strategy-di-seth">Si ascolta con calma qui</a>.</p><p>That’s all folks!</p><p>Se ti è piaciuta, inoltrala o stampala sulla stampante condivisa dell’ufficio, qualcuno la raccoglierà. Ah, se stai pensando di supportare questa newsletter, <a target="_blank" href="https://lettera.minimarketing.it/p/sponsorizzare-qui">clicca qui</a>. Grazie ancora a <a target="_blank" href="https://emmaboshi.net/">Emmaboshi Studio</a>. Se stai pensando a un workshop nella tua azienda o a uno speech al tuo evento, rispondi alla mail.</p><p>Ci leggiamo venerdì prossimo, gluca </p><p>Grazie a <a target="_blank" href="http://danielabollini.com">Daniela Bollini</a> per la paziente correzione e a <a target="_blank" href="http://cristinaportolano.com">Cristina Portolano</a> per i separatori.</p><p>Quiz: A) “Ferrero presenta per la prima volta una limited edition di Kinder Fetta al latte, al gusto mirtillo.” (<a target="_blank" href="https://www.alimentando.info/ferrero-presenta-la-limited-edition-di-kinder-fetta-al-latte-al-gusto-mirtillo/">fonte</a>). </p> <br/><br/>This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit <a href="https://lettera.minimarketing.it?utm_medium=podcast&utm_campaign=CTA_1">lettera.minimarketing.it</a>

March 18, 2025
Ho letto 'This is Strategy' di Seth Godin e ne discuto con Giuseppe Stigliano: tra mucche viola e community che funzionano davvero
<p>In questo episodio del podcast ho avuto il piacere di conversare con Giuseppe Stigliano, autore della prefazione italiana al nuovo libro di Seth Godin, This is Strategy, pubblicato da Hoepli. Abbiamo esplorato insieme il cuore del messaggio di Godin: la strategia non è una serie di risposte facili, ma una continua ricerca attraverso domande potenti e provocazioni intelligenti.</p><p>Giuseppe ci guida attraverso alcuni concetti chiave, discutendo perché il marketing dovrebbe essere un modo per creare prodotti che le persone desiderano davvero, non soltanto per vendere ciò che abbiamo già. Insieme abbiamo affrontato temi cruciali come l'importanza delle community autentiche, la differenza tra cambiamento e trasformazione, l'importanza della personalizzazione (quella vera), e il rischio di essere "usati" dalle piattaforme digitali.</p><p>Un ringraziamento speciale va a Hoepli per aver reso possibile questo incontro.</p><p>Buon ascolto!</p> <br/><br/>This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit <a href="https://lettera.minimarketing.it?utm_medium=podcast&utm_campaign=CTA_1">lettera.minimarketing.it</a>
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March 14, 2025
[È venerdì] La Più Grande Telepromozione Della Storia
<p>Questa newsletter non scrive mai di cronaca. È uno dei miei pilastri editoriali – non che li abbia mai davvero definiti, è che penso che di cronaca (e di cronaca di marketing, poi) possiamo al 90% fare tranquillamente a meno. I giornali non saranno d’accordo, ma sono di parte, devono vendere un prodotto tutti i giorni, non possono permettersi di dire “oggi non usciamo perché non c’è davvero niente di così imperdibile”. Ma La Più Grande Telepromozione Della Storia trascende qualunque piano editoriale, e anche il rischio (lo so già) che qualcuno ne abbia già parlato. Ma anche il vantaggio che posso dare per scontato che abbiate capito di cosa si parla.</p><p>Ma poi – che ci crediate o no, casualmente - lo sponsor di questa settimana è correlato. Grazie a <a target="_blank" href="https://www.viaggiaelettrico.it/ricarica-a-casa/">Viaggia Elettrico</a> per il supporto a questa edizione. </p><p>Sei tra le 25.528 persone iscritte tra qui, <a target="_blank" href="https://www.linkedin.com/newsletters/6916064587469447168/">LinkedIn</a>, <a target="_blank" href="https://t.me/minimarketing">Telegram</a> e <a target="_blank" href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734">WhatsApp</a>? Grazie, spero che le 4,3 ore per scriverla ti siano state utili. A proposito, che ne dici di promuoverti nella newsletter? <a target="_blank" href="https://lettera.minimarketing.it/p/sponsorizzare-qui">Tutte le informazioni qui</a>.</p><p>Il quiz della settimana</p><p>Fatto 100 il fatturato 2010, oggi a quanto è il fatturato di TomTom?</p><p>Risposta, come al solito, in fondo.</p><p>(Ehi, ti chiedo un attimo di attenzione per lo sponsor, che contribuisce a portare la newsletter puntuale ogni venerdì!)</p><p>Hai un'auto elettrica, aziendale o privata? </p><p>Viaggia Elettrico rende la ricarica facile, conveniente e senza pensieri!</p><p>🚗 PER LE IMPRESE: più valore, meno tasse!</p><p><strong>Dotare la tua azienda di colonnine di ricarica</strong> significa offrire un <strong>servizio premium</strong> a clienti, dipendenti e fornitori e, al tempo stesso, beneficiare di un grande <strong>vantaggio fiscale</strong>.</p><p>Dal 1° gennaio 2025 (nuovo Fringe Benefit), è cambiata la tassazione per le auto aziendali a uso promiscuo:</p><p>✔️ Auto tradizionale: tassazione al 50% (perdita di 1.500€/anno in busta paga)✔️ Plug-in hybrid: tassazione al 20% (perdita di 600€/anno)✔️ Elettrica: tassazione al 10% (perdita di soli 300€/anno!)</p><p><a target="_blank" href="https://www.viaggiaelettrico.it/ricarica-per-le-imprese/">Vuoi scoprire come installare colonnine e ottimizzare i costi?</a> Se aggiungi nel campo referenza il codice GLUCA, poi avrai 100€ + IVA di sconto sull’installazione.</p><p>🏡 PER I PRIVATI: <strong>ricarica a casa</strong> senza problemi</p><p>Vuoi ricaricare la tua auto elettrica <strong>senza aumentare la potenza del contatore?</strong> Con Viaggia Elettrico è possibile!</p><p>✅ Sopralluogo personalizzato per trovare la soluzione più adatta a te✅ Installazione professionale con tecnici qualificati✅ Tutto a norma con certificazioni e progetto incluso</p><p><strong>Vuoi prenotare un </strong><a target="_blank" href="https://www.viaggiaelettrico.it/ricarica-a-casa/"><strong>sopralluogo gratuito</strong></a><strong>?</strong> Se aggiungi nel campo referenza il codice GLUCA, poi avrai 100€ IVA inclusa di sconto sull’installazione.</p><p><strong>La più grande telepromozione della storia</strong></p><p>La cronaca è bias di recency, soprattutto: le cose più nuove ci sembrano più importanti, ma quasi mai è davvero così. Qualche giorno fa leggevo online una notizia politica, e poi qualcosa mi ha “fatto strano”: era di marzo 2024. Per quanto presentata come “breaking”, era impossibile non notare come fosse stata al 100% ininfluente e irrilevante su quello che sarebbe poi successo in seguito.</p><p>Questa settimana però è successa una cosa che non si vede tutti i giorni, almeno non nella realtà (“Black Mirror” non vale). Cosa può succedere di più contemporaneo, allucinatorio, al confine tra il deep fake, l’AI e il branded content di una (tele)vendita di un’auto nel cortile della Casa Bianca, in diretta? Non volevo che magari nelle rovine di questa newsletter, recuperate magari da archeologi digitali in una post-società futura sul modello Idiocracy, non ne rimanesse traccia.</p><p>Dunque ero lì, casualmente sintonizzato sul mio canale all-news preferito (in realtà, è il canale di default in cui si accende il mio Samsung, e non so come si cambia, e mi va bene così) che è France 24, nell’edizione in inglese. </p><p>Ebbene, ci sono due tizi davanti a una Tesla rossa, il commentatore francese in un riquadro li guarda con un sorriso irrispettoso. I tizi sono Trump e Musk (T. e M.). Ho pensato che circolasse un altro di quei video fatti benissimo con l’AI (ma poveri di fantasia umana) in cui M. e T. si baciano o fanno altre cose. E invece no, era tutto vero. Ne sono rimasto incantato.</p><p>Devo chiarire che io sono cresciuto con le televendite in tv e ne sono affascinato ancora oggi. In Emilia si vendevano scarpiere, mandando corrieri e cassette VHS in giro per le tv locali. Qualcuno ricorda Amerika Star, forse. Ci feci anche un micro-post, molti anni fa. Era un post crepuscolare, su di un mondo al tramonto.</p><p>In realtà, adesso la televendita si è disciolta e infiltrata in qualsiasi cosa. Nei TikTok di chi vende o tratta in diretta o in finta diretta, nelle live su Instagram e Facebook, e alla fine – perché no? – alla Casa Bianca.</p><p>M. e T. sembrano davvero due venditori di auto usate: nelle trattative c’è spesso il poliziotto buono e quello cattivo, il venditore A che vorrebbe fare lo sconto e il venditore B (di solito il superiore) che dice che non si può fare, per poi dare al compratore l’idea di aver strappato infine quello sconto come un traguardo sudato. Ma è solo un teatrino, ovviamente.</p><p>T. elogia lo sforzo, quanto sia americana la Tesla, e come in una vera televendita snocciola perfino caratteristiche tecniche. “È un computerone!” dice guardando il pannello di bordo. Anche se sembra “una scimmia con un iPad” come dice Jimmy Kimmel nel suo “Late Show”, il venditore che è in T. lo rende credibile per chi crede in lui. </p><p>A noi altri invece sembra di vedere un Claudio Lippi ai tempi della Gialappa, ha perfino un foglietto in mano con i prezzi di vendita (e perfino dei finanziamenti!) da recitare a favore di telecamere. Ma non facciamo testo.</p><p>La faccenda, dal punto di vista del marketing, meriterebbe una tesi universitaria. Ma cercherò di farla più breve. In prima battuta, perché fare questa televendita?</p><p>Perché le cose vanno male, viene da dire. Nei regimi totalitari, più i bollettini di guerra sono trionfalistici, più significa che le cose si mettono al peggio. Ma forse non è questo, o non solo questo. Affrontare con la strategia le mosse di T. e M. è come “giocare a scacchi con un cinghiale”, ha scritto qualcuno. E quindi vai a sapere. Io credo che sia più probabile che i due abbiano pensato che fosse una buona idea di marketing, indipendentemente dalla situazione delle vendite di Tesla. E, un po’ mi spiace dirlo, non hanno tutti i torti.</p><p>La logica di T. è estrarre valore da ogni cosa in cui può essere estratto, meglio se a gratis, comunque a saldo positivo. Auto, Groenlandia, Ucraina, non importa, la logica è mercantile. E la figura del Presidente degli USA, dal punto di vista del modello dell’influencer marketing, è un’estrazione di valore a costo zero, è come trovare un giacimento di diamanti intonso. Certo, lede un po’ la reputazione della Presidenza in sé e di certo mille norme morali e legali di concorrenza e conflitto di interessi, ma se questa ipotesi fosse ancora valida in questo mondo Trump non sarebbe lì. </p><p>Nella sua testa, il favore a M. non costa niente e vale un sacco, e quindi sarebbe stato uno spreco non farlo. Anche perché l’uomo T. ragiona per favori da incassare, e ora ne ha un altro a credito. Insomma, siamo davanti a un caso unico di telepromozione con endorsement presidenziale inserito al centro dell’attenzione mediatica globale. </p><p>Quanto sarebbe costato un product placement simile in diretta nazionale? Impossibile dirlo. Certo ben più di qualche spot del Superbowl, e poi così, girato dal vivo, con quel pathos tra discesa degli alieni in diretta e il cringe fuori scala che rendeva l’attenzione impossibile da distogliere. Studi sul product placement indicano che la collocazione in contesti emotivamente coinvolgenti può far crescere il riconoscimento del marchio fino al 20-40%. </p><p>Cosa sicura: essere protagonisti di un evento così “virale” genera un effetto alone positivo, in cui la popolarità dell’evento/figura si trasferisce sul prodotto. L’associazione con la Presidenza USA e la cornice istituzionale conferisce al marchio un’aura di legittimazione mainstream mai vista, soprattutto per un brand che non ha mai fatto pubblicità (e potrà continuare a sostenere di non averla mai fatta).</p><p>La notorietà non fa mai male, è un fatto che mio malgrado ho dovuto accettare, a meno che il bug non sia nel prodotto stesso. È un peccato che il bug di Chiara Ferragni sia in lei in quanto prodotto di sé stessa, perché, con l’esposizione mediatica che ha avuto, oggi sarebbe ancora più popolare. Ma Tesla non è buggata, è un’ottima scelta per qualità/prezzo. E però questo è un cambio in corsa di posiziomento, una cosa mai vista prima.</p><p>L’endorsement pubblico di Trump “mi sono comprato una Tesla”, per quanto improbabile da credere, ha ridefinito la percezione di Tesla di colpo: da brand per californiani o new englandesi urbani ricchi e sensibili a oggetto da maschi alpha basic veri americani. Ora Tesla è sdoganata in fasce di pubblico nuove, in particolare tra i consumatori conservatori che sanno di avere il supporto di Trump. E diventa un oggetto maledetto per i primi.</p><p>Già al tempo dell’acquisto di Twitter il gradimento del brand Tesla a sinistra (la sinistra americana, quella che in Italia sarebbe sì e no centro) era crollato dal 25% al 10% in un mese, mentre era salito tra i conservatori dal 20% al 26%. Vista così, mancavano circa nove punti di saldo netto all’appello, eppure le vendite di Tesla continuavano a crescere. </p><p>Bisognerebbe capire quanto le percentuali di gradimento sono “appelli morali” o “preventivi di acquisto”. Se sono cittadini che viaggiano con i mezzi pubblici, o gente del Midwest che non vive senza quattro ruote, fa la differenza. </p><p>I sondaggi non fatturano. Eh, ma l’impatto sul brand? vi sento mormorare.</p><p>Parentesi preliminare: (noi) buoni siamo quelli che hanno iniziato di proposito a voler confondere l’idea con il prodotto, l’attore con la persona, il libro con lo scrittore. LA PURPOSE! Ogni prodotto ha oggi significati terzi, è una testimonianza di appartenenza, perché l’abbiamo voluto noi.</p><p>Nel caso oramai di studio, Nike nel 2018 scelse come testimonial l’attivista atleta Colin Kaepernick, attirandosi critiche da parte di Trump e appelli al boicottaggio da consumatori conservatori. Nonostante i video di utenti che bruciavano prodotti Nike, l’esposizione e l’apprezzamento del pubblico progressista portarono benefici tangibili: nei dieci giorni successivi alla campagna, Nike vendette online il 61% in più.</p><p>È che l’attivismo dei brand ci piace solo quando siamo d’accordo. M. e T. stanno facendo attivismo consumistico, come tanti brand e influencer prima della sua elezione facevano branding con l’inclusività, la sostenibilità, eccetera eccetera. Solo al contrario di quanto eravamo abituati.</p><p>Quindi molti ora si trovano a dover guidare Tesla comprate con un significato morale e trasformatesi in una testimonianza politica contraria, tanto da dover attaccare un adesivo con cui si autocertifica “che è stata comprata prima che M. diventasse questo M.”.</p><p>Ora, T. in versione influencer marketing funziona (e come possiamo negarlo noi del marketing, che ci investiamo cifre folli?). T. non è nuovo a questi mix con prodotti e brand. Un esempio fu Goya Foods nel 2020: il CEO dell’azienda elogiò Trump in un evento alla Casa Bianca, scatenando l’hashtag #BoycottGoya tra i consumatori latino-americani e progressisti. In parallelo però i sostenitori di Trump lanciarono #BuyGoya, generando un aumento di acquisti di compensazione. L’analisi delle vendite mostrò che il “buycott” dei sostenitori ebbe la meglio sul boicottaggio, portando a un balzo del +56% delle vendite nelle contee fortemente repubblicane e un +22% di vendite complessive nelle due settimane successive. Nel caso di Tesla, non mi stupirei di un picco di prenotazioni nei giorni successivi. Oggi il “#buycott” (acquisto per supporto ideologico) e il #boycott vanno sempre assieme. </p><p>Precisazione: non credo ai boicottaggi commerciali, tantomeno nell’epoca dei social. Credo che alla fine regalino più visibilità che danni al boicottato. Perché a) le persone non fanno poi quello che dicono, cioè in buona parte comprano nonostante dicano il contrario, e b) quello che dicono di boicottare invece produce awareness. È un mio pensiero molto personale, altri la pensano al contrario: probabilmente dipende dal brand e dalla nazione.</p><p>Tesla è ovviamente un acquisto più complicato e intrinseco di un taco di Goya Food, in cui la politica e l’ambientalismo avevano un peso rilevante. Ma anche l’innovazione, il turbo capitalismo digitale, il culto, la community (vedi il mio articolo) avevano un peso. L’acquisto “di testimonianza” non è detto sia maggioritario. C’era una Tesla perfino in Succession, del resto.</p><p>Se gli effetti netti della televendita sono ancora da vedere negli States, in cui gran parte dei veicoli elettrici era Tesla, il luogo in cui M. si è fatto ormai terra bruciata attorno è in Europa. Già Tesla da noi era per una piccola nicchia di super-motivati medio ricchi, ed è stato facile smarrirli con saluti nazisti ed endorsement a partiti impresentabili. </p><p>I suoi nuovi amici politici, al volante sono invece tendenzialmente nostalgici del fumo diesel e del motore termico rumoroso, e tra l’appartenenza politica e l’appartenenza motoristica non c’è gara. La più importante è senza dubbio la seconda.</p><p>Il marketing insegnato dai negozianti</p><p>La discriminazione è la base del marketing, la “piega didattica” è genio e basta.</p><p><a target="_blank" href="https://ilmarketinginsegnatodainegozianti.info/random">ilmarketinginsegnatodainegozianti.info</a> è un progetto gonzo-collettivo a cui puoi contribuire senza pietà. No screenshot o inoltri dai social, solo foto vostre. </p><p>Segnalazioni </p><p>* La scorsa settimana ho parlato di <a target="_blank" href="https://lettera.minimarketing.it/p/e-venerdi-il-metodo-della-cipolla?r=kydc&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=false">trovare i competitor con il metodo della cipolla</a>. </p><p>* Ho scritto un <a target="_blank" href="https://www.ilpost.it/2025/03/01/diegoli-alcune-ipotesi-sul-successo-del-padel/">pezzo</a> per <a target="_blank" href="https://www.ilpost.it/2025/03/01/diegoli-alcune-ipotesi-sul-successo-del-padel/">Il Post</a> e, apparentemente e inspiegabilmente, <a target="_blank" href="https://www.ilpost.it/2025/03/01/diegoli-alcune-ipotesi-sul-successo-del-padel/">parla di padel</a> (a cui non gioco, ma potrei).</p><p>* Sono online tutti i video della serie su <a target="_blank" href="https://youtu.be/CjGYY3e59eo?si=SB_zA-oFsm4EAT4M">ecommerce, AI e retail digitale</a>, girati in collaborazione con Tailoor.</p><p>That’s all folks!</p><p>Se ti è piaciuta, inoltrala o stampala sulla stampante condivisa dell’ufficio, qualcuno la raccoglierà. Ah, se stai pensando di supportare questa newsletter, <a target="_blank" href="https://lettera.minimarketing.it/p/sponsorizzare-qui">clicca qui</a>. Grazie ancora a <a target="_blank" href="https://www.viaggiaelettrico.it/ricarica-a-casa/">Viaggia Elettrico</a>. Se stai pensando a un workshop nella tua azienda o a uno speech al tuo evento, rispondi alla mail.</p><p>Ci leggiamo venerdì prossimo, gluca </p><p>Grazie a <a target="_blank" href="http://danielabollini.com">Daniela Bollini</a> per la paziente correzione e a <a target="_blank" href="http://cristinaportolano.com">Cristina Portolano</a> per i separatori.</p><p>Quiz: c) 38% (<a target="_blank" href="https://www.ilsole24ore.com/art/tomtom-ritrova-strada-margini-migliorano-e-borsa-brinda-AFqRerZC">fonte</a>). Nel 2010, TomTom ha registrato un fatturato di 1,52 miliardi di euro. Nel 2023, il fatturato è stato di 585 milioni di euro.</p> <br/><br/>This is a public episode. 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