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La storia messa in musica: Antoni Gaudì

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by Rete Toscana Classica

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Il programma indaga le connessioni tra le grandi ricorrenze storiche che ogni anno il calendario propone e le musiche che evocano queste ricorrenze. Le trasmissioni, a cadenza mensile, vanno a comporre prevalentemente cicli semestrali dedicati alle principali ricorrenze dell'anno in corso in campo storico, culturale, artistico o scientifico. Nel 2026 da gennaio a giugno va in onda un ciclo sull'architetto modernista Antoni Gaudí, detto "l’architetto di Dio" per la sua grande spiritualità, nel centesimo anniversario della morte. Da luglio a dicembre sarà la volta di un ciclo sulla Rivoluzione americana, con la conseguente Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, nel 250esimo anniversario di questo evento storico. Il ciclo su Gaudí parte dalla sua infanzia e gioventù, gli studi e i sogni, in una Catalogna in profonda e veloce trasformazione. Si parla delle prime grandi realizzazioni dell'architetto catalano, del suo eclettismo stilistico e dell’amicizia decisiva con l’imprenditore Eusebi Guëll. Tra gli argomenti anche la partecipazione alla Renaixença Catalana insieme ad artisti come Mirò, Casals, Dalì, Mompou e altri ancora. Non può mancare la ricostruzione della "storia infinita" della costruzione della Sagrada Familia, la sua opera più nota, fino ad arrivare alla sua tragica morte e all'eredità che ha lasciato. In particolare si analizza il suo rapporto con la musica - quella popolare catalana e quella di fine Novecento - nel panorama dell’Art Nouveau segnato da connessioni tra musica, letteratura ed architettura a cavallo tra due secoli.

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1/20/2026

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Episode thumbnail for La musica prima della Rivoluzione Americana

July 21, 2026

La musica prima della Rivoluzione Americana

La prima puntata analizza innanzitutto la musica eseguita o composta nelle colonie britanniche intorno a metà Settecento, ossia prima della Rivoluzione. Prendiamo in esame: – i brani sacri che accompagnavano le funzioni domenicali nelle chiese congregazionali e presbiteriane delle colonie; – il gusto musicale dell’élite – nei salotti buoni di Boston, Filadelfia e Williamsburg – ancora rivolto verso Londra e verso Haendel; – la musica popolare, portata nelle colonie dagli immigrati: arie da ballo e da taverna, la voce vera del popolo; – il contributo dato alla musica americana dalla comunità morava della Pennsylvania, enclave religiosa di origine centroeuropea con una vita musicale sorprendentemente raffinata; – la più antica composizione secolare scritta da un nativo americano, Francis Hopkinson, uomo di legge filadelfiano, futuro firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza. La cesura avviene con la canzone Bunker Hill di Andrew Law. Il brano commemora la battaglia del giugno 1775 alle porte di Boston, quando i britannici conquistarono la collina solo perché gli americani avevano esaurito le munizioni. Da quel momento la musica diventa cronaca, esortazione, propaganda. E la musica sacra si pone al servizio diretto della causa patriottica. Segue dunque una scaletta di brani patriottici, ribelli, rivoluzionari. A cominciare dal canto corale Chester di William Billings, un inno in cui il linguaggio biblico diventa sfida contro la tirannia e proclama politico. La fede coloniale si fa ideologia rivoluzionaria.Lo stesso Billings scrisse poco dopo anche Lamentation over Boston: l’assedio e l’occupazione britannica della città, tra il 1775 e il 1776, vissuti come un moderno salmo di Babilonia. È il lamento di chi la guerra la subisce sulla propria pelle. A seguire The battle of Trenton di James Hewitt, dedicato a George Washington. Una sonata a programma, con l’attraversamento del Delaware, la fuga dei mercenari tedeschi, le trombe della vittoria. Per l’insediamento di Washington come primo presidente, il 30 aprile 1789, viene composta da Philip Phile la President’s march. La guerra è finita, la nazione ha un governo e un rito: la musica cambia registro e si fa cerimoniale. È poi la volta del celeberrimo Yankee Doodle, brano beffardo, nato come canzone di scherno rivolta dai soldati britannici ai coloni, rivendicata da questi ultimi come simbolo d’orgoglio durante la guerra. In chiusura la Federal Overture di Benjamin Carr, brano del 1794 che mostra come il linguaggio popolare diventa quello ufficiale della repubblica.

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June 16, 2026

Gaudì: La Sagrada Familia

La Sagrada Familia è la protagonista della sesta e ultima puntata del primo ciclo, dedicato ad Antoni Gaudí, di questo programma. A conclusione dell’omaggio all’architetto modernista nel centesimo anniversario della morte non poteva esserci che la sua opera più grande, realizzata a Barcellona. La grandiosità della cattedrale e la sua acustica particolare si prestano a eventi concertistici di assoluta bellezza, tanto che un numero sempre maggiore di direttori d’orchestra decide di registrare dischi importanti al suo interno. Dopo la morte di Gaudí, avvenuta il 10 giugno 1926, la costruzione della basilica non si fermò. Pau Casals compose Nigra sum, coro che simboleggia l’assunzione collettiva del cantiere. Anche Federico Mompou scrisse brani in risonanza con lo stile di Gaudí, come Musica callada. La Sagrada Família non è ancora del tutto completata, dopo quasi centocinquant’anni di lavoro. Forse anche perché finire non è la categoria giusta per un edificio concepito come un organismo in crescita perpetua.

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May 19, 2026

La Barcellona di Gaudí

Barcellona è la protagonista di questa puntata dedicata all’architetto modernista Antoni Gaudí nel centesimo anniversario della morte. Parliamo dunque della città che accompagnò l’ultimo tratto della vita di Gaudí e che lui stesso contribuì a forgiare. Gli stili musicali del tempo era il modernismo ed il noucentisme: libertà ed esuberanza il primo; ordine, classicismo e rigore mediterraneo il secondo. Ascolteremo innazitutto Enrique Granados, coetaneo di Gaudí: entrambi figli della stessa borghesia barcellonese, reinventarono il passato senza nostalgia, trovando nelle radici iberiche una fonte inesauribile di forme vive. A seguire Miguel Llobet, interprete insuperato della canzone popolare catalana trascritta per chitarra. Sarà poi la volta di un allievo di Granados, Joaquim Malats ed Emilio Pujol, chitarrista dallo spirito noucentista. Un posto importante spetta a Pau Casals, il più grande violoncellista del Novecento. Un autore vicino a Gaudí fu anche Joan Llongueras, figura centrale nella vita musicale catalana del primo Novecento. Ritroviamo lo stile noucentista in Eduard Toldrà e Manuel Blancafort. E ancora, spazio a Frederic Mompou e alla sua Música callada e alla compositrice catalana Llüisa Casagemas, allieva di Granados.

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What is La storia messa in musica: Antoni Gaudì?

Il programma indaga le connessioni tra le grandi ricorrenze storiche che ogni anno il calendario propone e le musiche che evocano queste ricorrenze. Le trasmissioni, a cadenza mensile, vanno a comporre prevalentemente cicli semestrali dedicati alle principali ricorrenze dell'anno in corso in campo storico, culturale, artistico o scientifico.

Nel 2026 da gennaio a giugno va in onda un ciclo sull'architetto modernista Antoni Gaudí, detto "l’architetto di Dio" per la sua grande spiritualità, nel centesimo anniversario della morte. Da luglio a dicembre sarà la volta di un ciclo sulla Rivoluzione americana, con la conseguente Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, nel 250esimo anniversario di questo evento storico.

Il ciclo su Gaudí parte dalla sua infanzia e gioventù, gli studi e i sogni, in una Catalogna in profonda e veloce trasformazione. Si parla delle prime grandi realizzazioni dell'architetto catalano, del suo eclettismo stilistico e dell’amicizia decisiva con l’imprenditore Eusebi Guëll. Tra gli argomenti anche la partecipazione alla Renaixença Catalana insieme ad artisti come Mirò, Casals, Dalì, Mompou e altri ancora. Non può mancare la ricostruzione della "storia infinita" della costruzione della Sagrada Familia, la sua opera più nota, fino ad arrivare alla sua tragica morte e all'eredità che ha lasciato. In particolare si analizza il suo rapporto con la musica - quella popolare catalana e quella di fine Novecento - nel panorama dell’Art Nouveau segnato da connessioni tra musica, letteratura ed architettura a cavallo tra due secoli.

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