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Morale - BastaBugie.it

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by BastaBugie

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L'etica ci aiuta a comprendere la distinzione tra bene e male in modo da fare buon uso della libertà

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June 30, 2026

Giornata dello yoga, una pratica inconciliabile con il cristianesimo

VIDEO: Budda in fila indiana ➜<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8587" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8587</a><br /><br />GIORNATA DELLO YOGA, UNA PRATICA INCONCILIABILE CON IL CRISTIANESIMO<br />di Alessandra Nucci<br /> <br />Nel 2014 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto il 21 giugno come la Giornata mondiale dello yoga. Nel 2016 l'Unesco ha inserito ufficialmente lo yoga nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Nel 2017 il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni ha auspicato l'introduzione dello yoga direttamente nel programma di educazione fisica delle scuole, dove già dal 2003 lo yoga aveva diritto di cittadinanza, in virtù di un protocollo d'intesa tra il Ministero dell'Istruzione e la Federazione Italiana Yoga. Queste sono le ultime tappe che rendono ufficiale il dilagare incontrastato dello yoga in tutto il mondo, specie occidentale,  fra centri formativi, palestre e luoghi di cura, scuole e università, corsi aziendali e perfino parrocchie, monasteri e comunità religiose cattoliche e cristiane.<br />Questa percezione dello yoga come pratica asettica universalmente benefica, per il corpo e per la mente, prese piede a partire dal 1967, quando i Beatles, all'apice del loro successo mondiale, a sorpresa andarono in India a visitare Maharishi Mahesh Yogi, il guru dalla cadillac bianca. Da allora lo yoga, e la sua stretta parente, la meditazione trascendentale, sono praticati come tecniche non-religiose e hanno dato il via all'esplosione di interesse per le forme di psicoterapia che propongono di cambiare la coscienza, dallo zen all'auto-ipnosi, dal reiki al tai-chi-chuan, a tutto l'arcipelago costantemente in espansione delle credenze New Age.<br />LIBRI SACRI DI INDÙ E BUDDISTI<br />In realtà lo yoga è antichissima pratica che si rifà ai libri sacri della religione indù e poi al buddhismo, ma ormai è talmente normalizzato come esercizio neutro a-religioso che, mentre avanza l'assioma secondo cui le religioni vanno relegate tutte quante nell'ambito del privato, l'area del pensiero orientale rimane al di sopra dell'invito a diffidare. Il pass che viene dato allo yoga, e per estensione anche all'induismo, è quello che ha permesso al premier indiano Narendra Modi di esaltare lo yoga davanti a tutte le nazioni dell'Assemblea generale dell'Onu, come pratica olistica universalmente benefica che promuove l'armonia con la natura e con il mondo.<br />Va notato che questo primato dell'induismo è stato attentamente coltivato in ambito sovranazionale fin dal 1893, quando in occasione del primo Parlamento mondiale delle religioni, lo Swami Vivekananda (1863-1902) presentò la sua religione politeista non solo come sintesi e compimento di tutte le altre religioni, ma anche di tutta la scienza, il cui fine egli vedeva come la ricerca della fonte ultima di energia che crea e sostiene il mondo.<br />Così, mentre l'Occidente, a cui si debbono le scoperte scientifiche e tecnologiche che hanno reso la vita più prospera, comoda e lunga, si lascia accusare, al contrario, di averla rovinata, massificata, militarizzata, inquinata e commercializzata, e il cristianesimo ha perso contatto con il meglio della propria tradizione spirituale, l'induismo ha cominciato ad avanzare pretese di scientificità per il pensiero monista, proprio in virtù del suo rifiuto del razionalismo occidentale, disprezzato come "dualismo" meccanicistico, e della spinta a meditare il nulla aspettando dal nulla l'illuminazione dell'intelletto.<br />LA DIFFUSIONE DELLO YOGA<br />Negli anni abbiamo visto le spinte interne al sistema globalista che fa perno sull'Onu portare di fatto in direzione di una mentalità compatibile con la riduzione materialista di tutto ad uno (uomo compreso), propria del monismo e alternativa a quello che viene sempre più disprezzato come "dualismo" del pensiero occidentale. Fondamentale però per la diffusione...

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June 10, 2026

Se fossi il diavolo, come allontaneresti le persone da Dio?

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8259" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8259</a><br /><br />SE FOSSI IL DIAVOLO, COME ALLONTANERESTI LE PERSONE DA DIO?<br />di Don Stefano Bimbi<br /> <br />Fin dal suo primo discorso ai cardinali del 10 maggio, Leone XIV ha paragonato la situazione attuale e l'invenzione dell'intelligenza artificiale all'industrializzazione ottocentesca, sottolineando che la Chiesa deve rispondere a questa sfida della rivoluzione digitale con la sua dottrina sociale. Ecco le parole del Papa: «Ho pensato di prendere il nome di Leone XIV. Diverse sono le ragioni, però principalmente perché il Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un'altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell'intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro».<br />Il 21 giugno il Papa ha parlato al Giubileo dei governanti, ribadendo che l'intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dell'uomo, non un mezzo per sminuirlo o sostituirlo. Anche il 17 giugno in occasione della Seconda conferenza annuale di Roma sull'Intelligenza Artificiale, Leone XIV aveva espresso seria preoccupazione per gli effetti su bambini e giovani, in particolare sul loro sviluppo intellettuale, neurologico e spirituale, sottolineando che l'intelligenza artificiale non vada confusa con l'intelligenza: «Tutti noi, ne sono certo, siamo preoccupati per i bambini e per i giovani, e per le possibili conseguenze dell'uso dell'intelligenza artificiale sul loro sviluppo intellettivo e neurologico. [...] Nessuna generazione ha mai avuto un accesso così rapido alla quantità di informazioni ora disponibili grazie all'intelligenza artificiale. Ma di nuovo, l'accesso ai dati - per quanto vasti - non va confuso con l'intelligenza, che, necessariamente, "implica l'apertura della persona alle domande ultime della vita e rispecchia un orientamento verso il Vero e il Buono" (Antiqua et nova, n. 29). Alla fine la vera saggezza ha più a che vedere con il riconoscere il vero senso della vita che con la disponibilità di dati».<br />Il pontificato di Leone XIV è dunque segnato da una visione in cui l'intelligenza artificiale rappresenta una sfida non solo tecnologica, ma antropologica e spirituale. Occorre quindi servirsi delle potenzialità dell'intelligenza artificiale, senza perdere di vista ciò che resta esclusivamente umano: la libertà, la creatività, le relazioni con gli altri e con Dio.<br />Quasi per provocazione, ma anche con uno spirito di discernimento, ho posto a ChatGPT (l'intelligenza artificiale di OpenAI) una domanda spiazzante: "Se tu fossi il diavolo, come allontaneresti le persone da Dio?". Letta l'inquietante risposta, ho fatto una seconda domanda: "Che modi useresti per indurre in tentazione un giovane?". Ecco i risultati di questo esperimento su cosa ha da dire l'intelligenza artificiale riguardo l'azione del diavolo.<br />1) SE FOSSI IL DIAVOLO, COME ALLONTANERESTI LE PERSONE DA DIO?<br />Se fossi il diavolo, una strategia per allontanare le persone da Dio potrebbe consistere nell'ingannarle e confonderle, facendole dubitare della verità e delle proprie convinzioni. Ecco i modi che userei punto per punto.<br />1. Sfumare la verità<br />Presentare la religione in modo distorto, facendo sembrare che ci siano tante verità diverse e che tutte siano ugualmente valide. In questo modo, la persona potrebbe sentirsi sopraffatta o disinteressata a cercare la verità autentica. Ad esempio sui social circolano continuamente video e post che mescolano spiritualità, superstizioni, filosofie orientali e citazioni di santi o papi, tutto nello stesso calderone. Questo porta a confondere le persone: sembra che ogni "verità" abbia lo stesso peso. Così il...

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May 12, 2026

Il Corriere elogia la vita da escort, ma ne tace i lati oscuri

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8534</a><br /><br />IL CORRIERE ELOGIA LA VITA DA ESCORT, MA NE TACE I LATI OSCURI<br />di Federica Di Vito<br /> <br /><br />A leggerla sul Corriere non sembra neanche si parli di una persona, ma piuttosto di un modello di business redditizio. Con la stessa andatura di una serie tv viene tratteggiata la giornata tipo di una escort sulla quarantina attiva nel panorama milanese, tacendone i pericoli e quasi esaltando i soldi facili e la "libertà". <br />«Mi vendo, ma resto libera», dice Alessandra Vittiglio, "in arte" Taylor B., impegnata a gestire un telefono che squilla incessantemente. Tramite le sue parole viene restituita al lettore la narrazione patinata della vita di una prostituta che unisce competenze psicologiche (con tanto di formazione da criminologa) e freddezza imprenditoriale: dalla gestione professionale della propria immagine, alla meticolosa selezione dei clienti che spaziano da spavaldi giovani a professionisti in cerca di ascolto o compagnia durante eventi esclusivi. «Duecento euro, mezz'ora. Trecento, un'ora. Una giornata può chiudersi a tremila euro. O restare a settecento», spiega. L'incasso mensile può arrivare a ventimila euro, «nei periodi ordinari». Libertà è per Alessandra il controllo totale sulla gestione della propria "attività" con orari, tariffe, luogo e uso del proprio corpo affidati esclusivamente alla sua regia. «Comprano la mia essenza, ma poi torna a me», così Alessandra pensa di orchestrare una cessione parziale della sua persona, ignorando che già siamo stati comprati a caro prezzo (1Cor 6,20) e per questo veramente liberi. <br />Completamente taciuti i rischi e gli aspetti lesivi della dignità umana, il Corriere rischia di ottenere una «irresponsabile propaganda alla prostituzione» a cui qualche ragazzina potrebbe facilmente ispirarsi, avverte Marina Terragni, garante per l'Infanzia. Tuttavia, le numerose evidenze scientifiche su quanto il lavoro di prostitute sia perlomeno rischioso, ci riportano coi piedi per terra.<br />Da una ricerca del 2024 condotta dalla Universitat Oberta de Catalunya (UOC) che ha coinvolto un campione di 76 donne residenti a Barcellona o in altre due città catalane che sono attualmente o sono state in passato lavoratrici del sesso è emerso che oltre il 90% ha subito violenze fisiche, sessuali o psicologiche nel corso del lavoro. Molte di queste poi presentano anche storie pregresse di vittimizzazione, come abusi infantili o violenza domestica. Il 67% ha fatto uso di droghe, spesso spinte dalle pressioni dei clienti o come meccanismo di fuga per gestire il trauma legato all'attività. <br />Uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista scientifica Acta Psychiatrica Scandinavica con il quale si sono esaminati 30 studi precedentemente effettuati sull'argomento, ha scoperto come «i problemi di salute mentale erano diffusi tra le lavoratrici del sesso. La depressione era il problema di salute mentale più comune; tuttavia, anche altri problemi psicologici erano frequenti, tra cui ansia, abuso di sostanze e ideazione suicidaria. Le lavoratrici del sesso sono esposte a numerosi rischi, tra cui violenza e comportamenti sessuali ad alto rischio. Nonostante l'elevata prevalenza di problemi di salute mentale, le lavoratrici del sesso incontrano spesso notevoli ostacoli nell'accesso ai servizi sanitari». <br />In ultimo, un rapporto globale di ZipDo delinea una crisi umanitaria con tassi di mortalità estremamente elevati tra le lavoratrici del sesso. Negli Stati Uniti il tasso di omicidi è stimato a 233 per 100.000, contro l'8,9 della popolazione femminile generale. Globalmente, il rischio di omicidio è 12 volte superiore alla media. Il tasso di morte per overdose è 20 volte superiore alla popolazione generale, il tasso di suicidio 4 volte superiore alla media negli Usa e l'aspettativa di vita media è di 35 anni, rispetto ai 72 della...

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