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Movimento Nazionale - Manifesto Politico

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Ciclo di conferenze sul Manifesto Politico del Movimeno Nazionale.<br />Per info e contatti:<br />https://www.movimentonazionale.net/<br />

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Episode thumbnail for Dichiarazione 14 - Per il rispetto e la tutela del lavoro

March 24, 2023

Dichiarazione 14 - Per il rispetto e la tutela del lavoro

All’interno degli attuali processi di crescente concentrazione della forza economica nelle mani di pochi grandi gruppi, e di crescita esponenziale del potere contrattuale di pochi soggetti, auspichiamo una maggiore rappresentanza dei lavoratori nelle imprese come elemento di riequilibrio.<br /><br />In particolare, nelle aziende di maggiori dimensioni – in cui spesso il ruolo dell’imprenditore, quale responsabile personale dei destini dell’impresa, è offuscato e si crea una separazione tra dirigenza e proprietà – è necessario ristabilire un sistema di tutele che rimetta al centro quell’equilibrio tra Capitale e Lavoro ormai totalmente perduto a vantaggio del primo.<br /><br />In quest’ottica proponiamo:<br /><br />• l’obbligatorietà del modello di gestione dualistico (modello tedesco) per le imprese quotate, con sdoppiamento del controllo dell’impresa tra un Consiglio di Gestione e un Consiglio di Sorveglianza con ampia rappresentanza dei lavoratori;<br /><br />• la rottura dell’egemonia della Triplice (CGIL, CISL e UIL) nelle contrattazioni sindacali e la possibilità concreta di emersione di nuove organizzazioni sindacali che tutelino in maniera privilegiata i lavoratori autoctoni, minacciati dal dumping salariale degli immigrati.<br /><br />Il superamento dei sindacati confederali dovrà esser accompagnato da una riforma del sistema di rappresentanza sindacale, volto a costituire sindacati settoriali, da integrarsi con le associazioni imprenditoriali e dei datori di lavoro dei medesimi settori produttivi.<br />L’integrazione delle associazioni di lavoratori e imprenditori, oltre a ridurre la conflittualità delle contrattazioni, dovrà trovare anche una propria rappresentanza stabile all’interno dell’ordinamento dello Stato.<br />In particolare, auspichiamo l’integrazione stabile di questi Corpi Sociali dei produttori all’interno del nuovo Senato.<br />Questi Corpi Sociali potranno svolgere un ruolo di armonizzazione, assistenza e collaborazione al loro interno tra tutti i loro componenti, per poi interpretarne gli interessi nello Stato.<br />Inoltre, in un’epoca di cambiamenti continui e frenetici, che hanno effetti spesso destabilizzanti sul mondo del lavoro, questi Corpi Sociali potranno creare al loro interno centri di ricerca specifici per studiare, prevedere e gestire al meglio i cambiamenti tecnologici moderni, nell’interesse delle stesse categorie e dell’intera comunità nazionale.<br />Tali centri di ricerca dei Corpi Sociali potranno mettere fine alla tragica “fuga di cervelli” dall’Italia, avvalendosi delle intelligenze, oggi trascurate e sottostimate, costrette a lavori inadeguati o all’emigrazione.

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March 24, 2023

Dichiarazione 12 e 13 Per la rinascita dopo il covid-19 - Per un futuro di benessere nonostante l’automazione

<b>Per la rinascita dopo il covid-19</b><br /><b></b><br />Noi denunciamo fermamente ogni tentativo di spoliazione della sovranità fiscale degli Stati Membri della UE, anche quando questo si cela dietro gli “aiuti” europei.<br />Non fanno eccezione, a tale riguardo, i fondi previsti dal pacchetto Next Generation EU per fronteggiare la recessione post-Covid-19.<br />Questo pacchetto non solo include il più famoso Recovery Fund, ma, come espressamente dichiarato da Mario Draghi, potrebbe essere anche il germe della costituzione di un Ministero del Tesoro unico per tutta l’Unione Europea.Del pacchetto Next Generation EU noi rifiutiamo completamente la logica che ne sta a monte, per la quale gli Stati Membri della UE dovrebbero condizionare le proprie politiche di spesa secondo la volontà della Commissione Europea.<br /><br />Rifiutiamo allo stesso modo i trasferimenti di risorse finanziarie tra Stati Membri per ovviare agli squilibri implicati dalla condivisione della moneta unica, siano essi prestiti o risorse a fondo perduto.<br /><br />Dietro i presunti benefici di questi aiuti economici, per l’Italia si profila in realtà un destino di desertificazione industriale e di regione sussidiata dalle privilegiate economie del Nord Europa.<br /><br />Tale processo di “meridionalizzazione” della nostra economia non può essere condiviso da parte nostra, così come non può essere condiviso l’intento di raggiungere una piena unione fiscale (e quindi politica) dell’Unione Europea, approfittando delle difficoltà dovute all’attuale stato di crisi.<br />Crediamo invece che l’Italia, svincolandosi dalle maglie di Bruxelles, possa avere tutti i mezzi per affrontare autonomamente la crisi provocata dal Covid-19. Inoltre, data la portata non solo europea ma mondiale dell’attuale crisi da Covid, chiediamo che l’Italia si faccia promotrice, a livello internazionale, di una Conferenza internazionale sugli accresciuti livelli di debito sovrano.<br />L’obiettivo della conferenza dovrà essere la definizione, a livello internazionale, di standard di trattamento del debito in eccesso accumulato a seguito della crisi, e in particolare la monetizzazione stabile di tali stock e un adeguato supporto monetario da parte della Banche Centrali.<br /><br /><b>Per un futuro di benessere nonostante l’automazione</b><br /><br />Di fronte al crescente processo di automazione dei sistemi di produzione, crediamo che lo Stato non possa restare inattivo, dato il rischio concreto di una crescente disoccupazione tecnologica di massa.<br />L’accentuato ricorso al lavoro digitale e all’e-commerce registrato durante la crisi provocata dal Covid-19, verosimilmente non potrà che accentuare tali processi, aprendo le porte a foschi scenari costituiti da intere categorie di lavoratori (anche oltre i 50 anni di età) completamente sbattuti fuori dal mercato del lavoro e senza possibilità alcuna di rientrarvi.<br />Siamo d’altra parte consapevoli che la nostra stessa richiesta di sostenere fortemente gli investimenti, pubblici e privati, per aumentare la competitività del sistema economico italiano, potrebbe implicare un aumento dell’automazione di alcuni processi produttivi.<br />Riteniamo tuttavia che questa eventualità, se saggiamente governata, possa costituire un’opportunità anziché un pericolo.<br />Alcuni paesi del Nord Europa stanno incominciando a valutare misure quali la riduzione dell’orario di lavoro o dei giorni lavorativi per compensare la ridotta domanda che si registra nel mercato del lavoro, implicata dal crescente ricorso alla automazione.<br />In Italia, data la considerevole quota di lavoratori di età avanzata, più difficilmente riconvertibili rispetto ad una forza lavoro più giovane, riteniamo che la riduzione della domanda di lavoro possa essere compensata con una crescita del tasso di pensionamento, ovvero con il mantenimento di un’età pensionabile relativamente bassa.<br />Senza volontà di replicare le storture del metodo retributivo, data la crescita della...

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March 24, 2023

Dichiarazione 10 e 11 - Per un’economia sovrana e senza vincoli - Per un vero piano di rilancio dell’economia italiana

Per un’economia sovrana e senza vincoli<br /><br />Riteniamo che la più che ventennale adesione dell’Italia al sistema dei cambi fissi dell’Euro abbia provocato una perdurante stagnazione economica, che solo la pura cecità può continuare a negare.<br />Il sistema di cambi fissi ha danneggiato la nostra bilancia commerciale (fonte primaria di crescita per un paese votato all’export come l’Italia) e causato la perenne stagnazione dei salari e del mercato del lavoro.Noi riteniamo, dunque, fondamentale che l’Italia – in maniera concordata o se necessario, unilaterale – abbandoni l’Euro ed anche che la Banca d’Italia lasci l’Eurosistema della BCE per riacquisire una piena sovranità in ambito di politica monetaria.<br />Interpretiamo l’uscita come una scelta di libero mercato, poiché il valore della nuova Lira sarà lasciato alle libere quotazioni che la nostra valuta avrà sui mercati internazionali, pratica che porterà naturalmente a riassorbire gli immensi squilibri causati dall’adesione all’Euro.<br />Con l’uscita dall’Eurosistema, alla Banca d’Italia dovrà tornare anche la piena competenza sulla vigilanza e sulla regolamentazione bancaria, in quanto tutta la legislazione europea in materia bancaria non sarà più ritenuta vincolante.In particolare, andrà rivisto:<br /><br />• il cosiddetto bail in e relativo pacchetto BRRD per la gestione di situazioni di crisi bancaria;<br /><br />• il pacchetto Capital Requirements Regulation / Credit Requirements Directive, rimuovendo i requisiti eccessivamente punitivi in caso di gestione di crediti deteriorati.<br /><br />Dal lato dei trattati europei, prendiamo atto che con la crisi del Covid la sospensione del Patto di Stabilità e Crescita abbia definitivamente affossato tale irrazionale sistema di vincoli alle politiche di bilancio.<br />Anzi, con l’uscita dall’Euro tale sistema di trattati vincolanti delle politiche fiscali dei singoli Stati Membri perderebbe la propria ragione d’essere.<br />Data invece la naturale propensione dell’Italia all’export e ai mercati internazionali, riteniamo che possano essere preservati i trattati istitutivi del Mercato Unico nella forma di un nuovo Mercato Europeo Comune (MEC), che istituisca il principio della preferenza nell’acquisto di beni e servizi europei rispetto all’acquisto di beni e servizi extraeuropei.<br />Nella stessa ottica, andrà posto un correttivo per consentire agli Stati Membri di impedire il trasferimento di capitali in paradisi fiscali all’interno della stessa Unione Europea (Olanda, Lussemburgo, Irlanda, Malta, Cipro).<br />L’Italia dovrebbe farsi promotrice di una revisione complessiva di tali trattati.<br />Tuttavia, nel caso in cui ciò non fosse possibile, riteniamo che l’uscita unilaterale non possa essere esclusa. D’altra parte, l’esperienza dell’uscita dal Sistema Monetario Europeo del 1992 di Italia e Regno Unito, e l’attuale esperienza della Brexit, dimostrano come la rottura dei vincoli europei possa avvenire senza implicazioni particolarmente traumatiche per le economie nazionali.<br /><br /><br />Per un vero piano di rilancio dell’economia italiana<br /><br />Una volta riacquisita la sovranità monetaria, riteniamo che vada cancellato il ‘divorzio’ di Banca d’Italia dal Ministero del Tesoro – consumatosi nel 1981 – e venga così restituita ad essa la piena competenza di politica monetaria.A differenza della BCE, la nuova Banca d’Italia nazionalizzata dovrà avere nei propri statuti:<br /><br />• una funzione obiettivo rivolta non solo alla stabilità dei prezzi ma anche alla crescita economica e alla piena occupazione;<br /><br />• la rimozione del divieto di finanziamento diretto del Tesoro, con una linea di scoperto di conto corrente a favore del governo per il finanziamento diretto della spesa pubblica, senza l’emissione di titoli;<br /><br />• il finanziamento diretto e volto alla monetizzazione stabile della spesa pubblica per investimenti, per definizione produttiva e che non porterà a un aumento dell’inflazione, ma a...

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