April 1, 2022
IO C'ERO...4° CAPITOLO - 1941
<p><strong>IO C'ERO...4° CAPITOLO - 1941 </strong></p>
<p><strong> I MIEI FRATELLI</strong></p>
<p>Nulla di particolare da essere ricordato, se non il fatto che inizio ad essere più consapevole di avere un fratello ed una sorella. Leonardo che ha dieci anni e Assunta Maria, o meglio Tunni, come ha deciso lei di farsi chiamare, che ne ha dodici. Loro sono troppo grandi per me o forse sono troppo piccolo io per loro e quasi non mi considerano, almeno è questa la mia sensazione.</p>
<p>Hanno i loro amici coetanei ed io per loro sono solo un rompiscatole.</p>
<p>Mia sorella è molto carina ed esuberante, ma soprattutto è un’artista o, come si dice, ha le “mani d’oro”. Dipinge, fa dei lavori a inchiostro di china, sotto la guida di mio padre, sa tagliare, cucire, si fa i vestiti da sola e ora sta anche imparando a lavorare la terracotta.</p>
<p>Poi per tutta la vita ha fatto l’artista, a volte… incompresa, sbizzarrendosi in ogni forma d’arte. Comunque è molto brava e ancora oggi a casa ho tanti suoi quadri. S’infuria quando io metto le mani sulle sue cose, perché è molto ordinata e guai a spostarle qualcosa.</p>
<p>Mio fratello invece è più tranquillo, non molto espansivo; va giù in cortile a giocare con i suoi amici e insomma si fa i fatti suoi. Con me è di poca compagnia. Ma è sempre stato pacato in tutta la sua vita e tuttavia, senza essercelo mai detto, ci siamo sempre voluti molto bene.</p>
<p>Fa parte della famiglia anche un cagnolino, che ha solo qualche mese più di me, sempre allegro e scodinzolante. È un volpino, candido e pelosissimo, che si chiama Lulù, un nome da cagnetta, invece è maschio. Non che mi piacciano tanto i volpini, ma questo ho trovato…</p>
<p>È la passione di mia madre. Lei lo chiama Tartufello, perché sostiene che il suo naso sembra un tartufo. Io non sapevo nemmeno cosa fosse un tartufo.</p>
<p>Mi diverto ad aiutare mia madre a fargli il bagno, anche se a Lulù non piace per niente; mi diverte perché quando è bagnato diventa magro magro e poi quando lo asciughiamo col phon, pian piano il suo pelo si gonfia e diventa come un grande batuffolo di ovatta.</p>
<p>Porto in me l’immagine di mia madre, eternamente vestita di nero, seduta in poltrona con Lulù in braccio, bianchissimo, sempre proteso in avanti col suo musetto a controllare ogni movimento e pronto ad abbaiare disperatamente appena qualcuno si azzarda a suonare il campanello di casa.</p>
<p>Insomma anche lui è un grande rompiscatole, ma anche un ottimo compagno di giochi. Ha vissuto per 17 anni e mezzo ed è stato parte importante della mia vita.</p>
<p>Poi ho uno zio, un fratello di mamma, che non abita con noi, ma è come se fosse così, perché</p>
<p>lo vedo sempre girare per casa, zio Ciccillo.</p>
<p>Infine c’è una signora che vive con noi, Pierina. Si occupa principalmente di me, ma in realtà è una sorta di tuttofare; mia madre con la sua mole, pur essendo molto attiva e sorprendentemente agile, non gliela farebbe a tirare avanti la casa da sola, con tre figli.</p>
<p>Pierina ha quasi quarant’anni ed ha un bambino della mia età che abita con la zia. Tonino, questo è il suo nome, ogni tanto viene con la zia a trovare la sua mamma e giochiamo insieme.</p>
<p>Pierina è sempre alla ricerca di un fidanzato che la voglia sposare e che possa dare un cognome a suo figlio che, non so com’è, assomiglia tanto a mio zio Ciccillo.</p>
<p>Continua…</p>