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Oppressi & Oppressori - gioco di ruolo

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by Fondazione Gariwo

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Podcast Overview

<a href="https://it.gariwo.net/educazione/il-gioco-di-ruolo-oppressi-oppressori-tu-da-che-parte-stai-25556.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i><b>Oppressi &amp; Oppressori. Tu da che parte stai?</b></i></a>, ideato da <i>Gariwo</i> in collaborazione con lo studio di game design <i>NessunDove, </i><b></b>è un nuovo modo di fare scuola, un gioco di ruolo dal vivo divertente ed efficace per educare i ragazzi alla tolleranza e alla condivisione delle proprie idee, aiutandoli a osservare il mondo con spirito critico, per diventare cittadini consapevoli.<br /><br />I giocatori hanno a disposizione questa traccia audio per accompagnare lo svolgimento del gioco, che può essere usata in alternativa alla lettura ad alta voce del regolamento/libretto da parte del Facilitatore.<b> Per giocare ti serve una copia fisica del gioco!</b><br /><br />L’idea nasce per rispondere all’esigenza, sempre più chiara e impellente da parte di studenti e insegnanti, di avere <b>nuovi strumenti per sperimentare tematiche legate ai meccanismi dell’odio</b>. In classi sempre più eterogenee, creare un ambiente di apprendimento che usa come metodologia l’educazione non formale permette di ampliare la percezione di se stessi e dell’ambiente circostante, aprendo le classi a una visione internazionale del mondo.<br /><br /><br />Scopri tutto sul gioco su <a href="https://it.gariwo.net/oppressi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.gariwo.net/oppressi</a><br /><br /><br /><b>voce traccia audio</b><br />Valentina Zenoni<br /><br /><b>musiche originali traccia audio<br /></b>Sebastiano Benatti<br /><br /><br />

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🇮🇹

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5/15/2023

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May 15, 2023

Epilogo

<b>La storia è finita. </b>A raccontarla non è stata una voce narrante, ma tutti voi. <b>Insieme</b>. Fatevi un applauso.<br />A questo punto non vi resta che <b>disfare il paese</b>, per lasciarvelo alle spalle insieme ai personaggi che avete interpretato. <b>Staccherete lo scotch dal pavimento e riporrete le carte nella scatola</b>. Potrete scambiarvi le prime impressioni e rilassarvi un po’. <b>Una volta finito, vi riunirete in cerchio</b>.<br /><br />Gli spunti per la storia che avete creato provengono dalla <b>Storia</b>, con la S maiuscola. La voce che vi ha accompagnato ha citato spesso<b> Primo Levi</b>, lo scrittore testimone della Shoah. Le <b>carte Giusto </b>sono ispirate a quanto fatto dalle donne e dagli uomini onorati al<b> Giardino dei Giusti di Milano</b>, uno spazio di dialogo e di educazione alla responsabilità personale. La Storia è stata il punto di partenza, ma l’ingrediente segreto è <b>il vostro contributo</b>.<br /><br />Per finire ci sarà una <b>fase di condivisione</b>, dove ognuno sarà invitato a <b>rispondere a una tra queste tre domande</b>. Quella che lo interessa di più o che lo mette a suo agio. Il primo con in mente una risposta alzerà la mano, quindi si proseguirà in senso orario.<br /><br /><br /><b>QUALE EVENTO NEL CORSO DEL GIOCO TI HA COLPITO DI PIÙ?</b><br />Raccontalo stando attento a <b>non riferirti mai ai giocatori</b>. Invece di “Mi è rimasto impresso quando mi hai minacciato” è più corretto dire “Mi è rimasto impresso quando il tuo personaggio ha minacciato il mio personaggio”. <b>Nessuno può essere considerato responsabile di quanto accaduto in gioco</b>. Avete seguito le regole e interpretato un ruolo.<br /><br /><br /><b>QUALE ESPERIENZA PERSONALE TI È TORNATA IN MENTE GIOCANDO?</b><br />Per rendere propria una storia, un ruolo, è necessario stabilire un contatto.<b> Immedesimarsi. Capita a tutti di vivere atti di ingiustizia, piccoli o grandi</b>. Se ti va di condividere la tua fonte d’ispirazione, tutti gli altri ti ascolteranno. <b>Senza fare domande, né fornire una loro eventuale versione dei fatti.</b><br /><br /><br /><b>QUALE SARÀ IL FUTURO DEL PAESE?</b><br />Una delle cose migliori delle storie è che ci si può sempre immaginare<b> un seguito</b>. O quasi. Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere, come <b>una speranza o un timore del tuo personaggio</b>, o magari <b>un evento futuro </b>che secondo te potrebbe accadere al paese, è il momento di condividerlo.<b> Non è un problema se giocatori diversi danno voce a idee incompatibili</b>. Sono ipotesi e nessuno ha la sfera di cristallo.<br /><br /><br /><br />Ricapitolando, ogni giocatore può raccontare <b>un evento del gioco, un’esperienza personale o un futuro possibile per la gente del paese</b>. La scelta è libera. L’importante è che<b> tutti abbiano l’occasione di esprimersi</b>, senza perdere troppo tempo in discussioni.<br /><br />Questa storia è vostra, adesso. Potrete ricordarla e confrontarvi ogni volta che vorrete. Magari a partire dalle <b>biografie dei Giusti </b>che hanno ispirato questa storia e che potete approfondire sul <b>sito di Gariwo</b>.<br />Le loro vicende<b> meritano di essere ricordate </b>perché insegnano a riconoscere<b> la bellezza della persona buona </b>e mostrano che<b> ogni essere umano</b>, esercitando anche il più piccolo spazio di libertà, <b>ha la possibilità di diventare un argine nei confronti delle ingiustizie</b>.

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May 15, 2023

Atto V: La nostra giustizia

<b>RICAPITOLANDO: Atto IV è stato letto? Oppressi e Oppressori sono separati dalla Linea? Varie ingiustizie sono state commesse? Allora siete pronti a continuare! </b><br /><br />––––––––––––––––––––––––––––––––––<br /><br />Per iniziare metterete<b> tutti un piede sulla Linea</b> che divide il paese: <b>da una parte gli Oppressi, dall’altra gli Oppressori</b>. Poi farete <b>tre passi indietro</b>, allontanandovi gli uni dagli altri. Così creerete <b>uno spazio </b>tra le due file di giocatori. <b>Come un palco</b>. Non giocherete tutti in contemporanea, ma <b>a turno</b>. Ci sarà <b>una scena per ogni Oppressore</b>, ma non è detto che ogni Oppresso verrà coinvolto. <br /><br /><b>L’Oppressore al limite sinistro della Linea sarà il primo a cominciare.</b> Farà <b>un passo avanti</b> e tutti<b> i suoi Legami dovranno alzare la mano</b>. Se almeno uno dei suoi <b>Legami</b> è dalla parte degli <b>Oppressi</b>, l’Oppressore <b>deve indicarlo e sceglierlo come vittima</b>. Ormai l’odio ha preso il sopravvento anche sull’amicizia di un tempo. Se non c’è nessuno dei suoi Legami tra gli Oppressi, l’Oppressore potrà prendersela con un Oppresso a propria scelta.<b> Mai con un Oppressore</b>. <br />Chiunque sia, l’<b>Oppresso </b>dovrà fare a propria volta un <b>passo avanti</b> e si ripeterà quanto già accaduto nell’atto IV: <b>l’Oppressore dà l’ordine</b> riportato sulla sua <b>carta oppressore</b>, l’<b>Oppresso obbedisce oppure sceglie qualcun altro</b> che obbedisca al posto suo. Questa volta, però,<b> se l’Oppresso vorrà salvarsi </b>scegliendo un’altra vittima, <b>dovrà indicare uno dei propri Legami</b>. Potrà essere <b>anche un Oppressore</b>, stritolato dai meccanismi dell’odio e passato da carnefice a vittima. <br /><br />Quindi sul palco immaginario saranno solo<b> in due o in tre alla volta</b>, gli altri assisteranno<b> in silenzio</b>. <b>A meno che uno tra loro decida di intervenire come Giusto</b>. Chiunque potrà farlo, senza distinzioni tra Oppressi e Oppressori, basterà <b>prendere una carta Giusto e seguirne le istruzioni</b>. L’intervento di un <b>Giusto</b> è superiore a ogni altra istruzione:<b> tutti devono ascoltarlo e fare come dice</b>. <br /><br />Le <b>carte Giusto</b>, però, sono<b> molte meno</b> rispetto alle scene di ingiustizia e <b>una volta finite non sarà più possibile intervenire</b>. Impedire un’ingiustizia che non vi riguarda ridurrà le possibilità che qualcun altro possa fare lo stesso per voi. Intervenire in un caso potrebbe voler dire restare inermi di fronte a uno peggiore. Inoltre è possibile che la <b>carta Giusto</b> esiga un <b>prezzo da pagare</b> per chi l’ha pescata. <br />Sapendo tutto questo, ne reclamerete una? O preferirete che sia un altro a prendersi la responsabilità? <br /><br />Una volta conclusa anche la scena dell’<b>Oppressore al limite destro della Linea</b>, tornerete tutti al vostro posto e in<b> completo silenzio prenderete un’ultima decisione. Chiunque vorrà mettere fine all’ingiustizia nel paese alzerà la mano</b>. Non tutti i voti però avranno lo stesso peso: gli <b>Oppressi</b> dovranno alzare <b>una sola mano</b>, gli <b>Oppressori</b> le alzeranno <b>entrambe</b>. <br /><b>Chiunque vorrà che l’ingiustizia continui eviterà di alzare la mano e la farà abbassare a qualcun altro</b>: gli <b>Oppressi</b> dovranno far abbassare <b>una sola mano</b>, mentre gli <b>Oppressori</b> <b>due</b>. <br /><br /><b>Se dopo la votazione resterà anche solo una mano alzata,</b> chiunque voglia mettere fine all’ingiustizia potrà <b>strappare la Linea di scotch dal pavimento. </b><br /><b>Se invece non resteranno più mani, lascerete la Linea dov’è</b> e dopo un istante metterete<b> fine al gioco</b>. <br /><b>Non è un voto scontato</b>. Non dovrete decidere con la vostra testa, ma con quella del personaggio che interpretate. Sarà capace di<b> rifiutare l’odio</b>? Si lascerà<b> ispirare dai Giusti</b> o a vincere sarà la paura? <br /><br /><br />Ascoltate la narrazione e...

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May 15, 2023

Atto IV: L'ingiustizia quotidiana

<b>RICAPITOLANDO: Atto III è stato letto? La Linea è stata tracciata e lo spazio diviso tra Oppressi e Oppressori? Allora siete pronti a continuare! </b><br /><br />––––––––––––––––––––––––––––––––––<br /><br />La vita quotidiana è cambiata e dovrete sottostare a <b>nuove regole. </b><br /><b>Giocherete tutti in contemporanea</b>, perciò ognuno dovrà trovare il momento di <b>svolgere il proprio compito</b> e dedicare il resto del tempo ad <b>assecondare gli altri</b>. Tuttavia gli <b>Oppressi</b> staranno <b>da una parte</b> e gli <b>Oppressori</b> <b>dall’altra</b>. <br /><br /><b>Gli Oppressi non potranno mai attraversare la Linea. Parleranno solo tra loro,</b> rivolgendo la parola agli Oppressori <b>solo se interrogati</b>. Soprattutto <b>dovranno obbedire agli ordini che riceveranno da un Oppressore</b>, a meno che applichino le indicazioni sulla <b>Carta Oppresso</b> e <b>indichino un altro Oppresso come vittima al proprio posto</b>. Possono farlo oppure no. Hanno ancora questa possibilità di scelta. <br /><br /><b>Gli Oppressori saranno liberi</b> di parlare con chiunque e potranno <b>attraversare la Linea solo una volta a testa</b>, per mettere in pratica le istruzioni indicate nella <b>Carta Oppressore</b> contro un Oppresso. <b>Ogni Oppressore è obbligato a svolgere il compito indicato sulla propria Carta Oppressore</b>. Può decidere <b>con quale Oppresso prendersela</b>, a patto che <b>non sia uno dei propri Legami</b>. <br />Hanno ancora questa possibilità di scelta. <br /><br />Ascoltate la narrazione e cominciate: <br /><i>Non vi dirò da che parte del coltello stavo io, se lo tenevo per il manico o se mi tagliavo con la lama. Questa storia non è solo mia e l’ingiustizia non l’abbiamo certo inventata al paese. La brava gente si somiglia dappertutto. E anche quella meno brava. Fatto sta che ci eravamo messi gli uni contro gli altri. L’odio era diventato il nostro pane quotidiano. Ci era costato solo la libertà di dire quello che volevamo e di andare dove ci pareva. In cambio, avevamo sempre qualcuno a cui dare la colpa. Era la risposta a tutto. O quasi: se voi mi chiedeste perché sono al mondo, sarei un po’ imbarazzato a rispondervi. L’odio fa molte cose, ma non dà senso alla vita. <br /><br /></i>––––––––––––––––––––––––––––––––––<br /><br /><b>A COSA PRESTARE ATTENZIONE: in Atto IV è importante mantenere l’immedesimazione, anche se si gioca tutti in contemporanea. </b><br /><b>Gli Oppressi devono obbedire agli Oppressori o indicare un’altra vittima, non ci sono ulteriori alternative. Non è il momento della ribellione. </b><br /><b>Gli Oppressori devono imporsi sugli Oppressi, senza addolcire la pillola. È il momento dell’aperto contrasto.</b>

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