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Per chi non crede che la politica sia l'arte del compromesso, ma uno strumento utile per raggiungere il bene comune secondo quello che prevede la Legge Naturale scritta nel cuore di ogni uomo

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Episode thumbnail for Dr. Anthony e Mr. Fauci, la doppia verità del super-scienziato del Covid

August 11, 2026

Dr. Anthony e Mr. Fauci, la doppia verità del super-scienziato del Covid

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8637" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8637</a><br /><br />DR. ANTHONY E MR. FAUCI, LA DOPPIA VERITA' DEL SUPER-SCIENZIATO DEL COVID<br />di Stefano Magni<br /> <br />Anthony Fauci il 29 luglio si è avvalso della facoltà di non rispondere nell'audizione al Senato degli Usa. Il super consulente sanitario di Trump durante la prima crisi del Covid e poi figura chiave nell'amministrazione Biden, interrogato dal senatore Rand Paul, nella Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi, ha preferito appellarsi al Quinto Emendamento e rimanere in silenzio. Non ha voluto spiegare le numerose contraddizioni emerse dalle sue carte private, con tesi che sono spesso l'opposto di quelle espresse pubblicamente. La questione Fauci è ancora divisiva. In Italia, oggi come allora, una stampa prevalentemente simpatetica dipinge a tinte fosche la "caccia alle streghe" dell'amministrazione Trump e l'"ossessione" del senatore repubblicano Rand Paul, libertario del Kentucky, contro lo scienziato che fu il volto del lockdown.<br />Eppure Rand Paul non sta lanciando un'accusa a caso, sta semplicemente affermando che gli appunti privati di Fauci, così come le email già declassificate, mostrano due persone completamente diverse: una pubblica e una privata. Il Fauci privato aveva molti dubbi sulla tesi pubblica del coronavirus quale patogeno naturale e aveva ancora più dubbi sui metodi cinesi di chiusura di un intero paese. Quel che emerge è anche una figura non esente da vanità, ricca di rapporti ben coltivati con la stampa e con il mondo dell'intrattenimento, con amici nello star system e una grande ambizione politica, in contrapposizione con il presidente repubblicano.<br />"Due persone diverse", così esordisce Paul nella sua arringa, presentando il cosiddetto "diario segreto" di Fauci, una raccolta di annotazioni personali recuperata nel corso di otto mesi di indagine condotta dal Dipartimento della Sanità, per ordine di Robert Kennedy jr. nei server delle agenzie federali.<br />CONTRADDIZIONI SU CONTRADDIZIONI<br />Secondo il Fauci pubblico il Covid-19 era stato trasmesso da un animale all'uomo nel mercato "bagnato" di Wuhan, in Cina. Tuttavia, dopo una teleconferenza del 1 febbraio 2020 con scienziati di spicco, Fauci osservò che «non c'era un accordo totale sulla probabilità di un'introduzione deliberata». Solo due degli scienziati presenti alla teleconferenza ritenevano probabile un'origine naturale. Durante tutta la pandemia, Fauci ha liquidato le discussioni sulle fughe di laboratorio come teorie del complotto.<br />Anche per quanto riguarda le misure antipandemiche, il Fauci privato, a gennaio, riteneva che il lockdown fosse una follia cinese. In un appunto del 25 gennaio 2020, metteva in discussione l'approccio della Cina: «Perché i cinesi reagiscono in modo così drastico, chiudendo di fatto l'intero Paese?». Ma meno di due mesi dopo, il 15 marzo, annotava "Un giorno importante!" a commento della chiusura delle scuole e di gran parte delle attività economiche in California e New York, tutte misure da lui suggerite. Pochi mesi dopo, sempre il Fauci pubblico avrebbe negato di aver sostenuto il lockdown. In particolare in un'intervista rilasciata alla Abc nel 2022, aveva dichiarato di non aver avuto niente a che fare con la chiusura delle scuole.<br />Spicca la netta volontà di Fauci di cancellare le tracce delle sue conversazioni. In un momento concitato dell'audizione, il senatore Paul sostiene: «La commissione ha ricevuto da lei ripetute istruzioni, che intimavano ai funzionari federali di cancellare le comunicazioni». Per esempio: «Il 2 febbraio 2020, un giorno dopo [una teleconferenza sulle origini del Covid-19], lei ha detto a Francis Collins [allora direttore dei National Institutes of Health]: "Per favore, cancelli questa email dopo averla letta"». Collins e Fauci, per altro, sono stati i primi a voler screditare gli scienziati...

Episode thumbnail for Eva fa l'assessore, ma non esiste: è creata dall'intelligenza artificiale

July 28, 2026

Eva fa l'assessore, ma non esiste: è creata dall'intelligenza artificiale

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8609" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8609</a><br /><br />EVA FA L'ASSESSORE, MA NON ESISTE: E' CREATA DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE<br />Ad Acqui Terme l'Assessore IA avrà la delega... all'Umanizzazione (paradosso nel paradosso: farsi spiegare l'umanizzazione da una macchina)<br />di Federica di Vito<br /> <br />Eva Statiella nel giro di poche settimane ha assunto un nome, un volto e un seggio comunale. Il Comune di Acqui Terme in provincia di Alessandria ha introdotto una novità senza precedenti nell'ambito dell'intelligenza artificiale nominando Eva Statiella, un'assessore interamente generato dall'IA. Per quanto possa sembrare già di per sé strana come notizia, c'è da aggiungere che questa figura virtuale avrà l'incarico paradossale di occuparsi dell'umanizzazione, oltre a gestire i temi della transizione digitale e dell'innovazione tecnologica. E affidare a una figura virtuale un incarico legato all'umanizzazione contiene in sé un enorme paradosso. <br />L'iniziativa, voluta dal sindaco Danilo Rapetti, sarebbe un esperimento volto a esplorare l'integrazione delle nuove tecnologie nella pubblica amministrazione e testare concretamente l'efficacia dei sistemi algoritmici nei processi decisionali nella gestione pubblica. Annunciato il 9 giugno, il sindaco prevede di formalizzare il suo incarico entro la fine del mese. Il progetto prevede inoltre la futura creazione di un avatar del sindaco per interagire con i cittadini e l'automazione dei servizi burocratici per alleggerire il lavoro dei dipendenti.<br />Questo progetto si inserisce in una visione più ampia del sindaco Rapetti, che prevede anche la creazione di un "sindaco avatar" per rispondere ai cittadini e l'automazione di uffici come l'anagrafe e l'urbanistica per sgravare i dipendenti da compiti ripetitivi. Attualmente, accanto al valutatore, Rapetti ha pianificato un secondo strumento: un assistente virtuale che interagirà con i cittadini attraverso i canali social della città. Questo agente di conversazione risponderà a richieste pratiche, dalla segnalazione di una buca in centro alle informazioni su come pagare una multa.<br />ESPRIMERE OPINIONI?<br />Ora, mentre un chatbot di servizio al cittadino è uno strumento già collaudato in molte amministrazioni (per esempio Roma Capitale), un valutatore con il potere di dare opinioni sul consiglio è qualcosa di molto diverso. Restano però da chiarire diversi aspetti pratici: non è ancora noto quali provvedimenti l'assessore virtuale potrà adottare nell'ambito delle sue competenze né in che modo prenderà parte al confronto con gli altri membri della giunta. Ciò che sappiamo è che in pratica dalla prossima riunione di consiglio apparirà un valutatore virtuale che avrà un posto tra gli amministratori e sarà in grado di parlare ed esprimere opinioni. Le conseguenze sono tutte da scoprire. <br />Anche il nome scelto non è casuale. Il nome "Eva" richiama la figura biblica progenitrice dell'umanità, mentre "Statiella" è un omaggio ai Liguri Statielli e all'insediamento romano Acquae Statiellae, da cui ha origine la città. È un dettaglio di comunicazione costruito con cura, e questo da solo dice qualcosa sulla natura dell'iniziativa. Lo stesso sindaco ha inquadrato la nomina come un esperimento, utile «per capire meglio cosa può accadere quando queste entità hanno concretamente un ruolo attivo e decisionale». Questo test dunque ci servirebbe per immaginare le conseguenze dell'introduzione dell'Intelligenza artificiale in politica.<br />Basta dare uno sguardo al funzionamento di certe entità software per chiarire che quando si dice che Eva Statiella «esprimerà opinioni», in termini concreti significa che un modello linguistico, adeguatamente istruito con i documenti e le priorità dell'amministrazione, produrrà testi su un determinato argomento. Questi testi sono il risultato di un calcolo statistico raffinato, non di una coscienza o di...

Episode thumbnail for Ungheria, iniziano le purghe e il golpe bianco Magyar

June 30, 2026

Ungheria, iniziano le purghe e il golpe bianco Magyar

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8586" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8586</a><br /><br />PANNELLA HA VINTO, MA NON AVEVA RAGIONE<br />di Stefano Fontana<br /> <br />Marco Pannella è stato celebrato ieri, decimo anniversario della sua morte, come il vincitore, dato che quanto lui voleva è oggi realtà. Quando un personaggio politico riceve l'elogio di un Pontefice (Francesco nella storica telefonata del 25 aprile 2014 e poi in altre occasioni) e di un Presidente della Repubblica (Mattarella ieri su Repubblica e anche lui in varie altre occasioni), sia dell'autorità spirituale che di quella secolare, significa che è stato un Vincitore con la maiuscola.<br />Ma il vincitore di fatto, colui che ha imposto la propria ragione, non automaticamente è anche il vincitore di diritto, colui che aveva ragione. Anche i Papi, talvolta, e anche i Presidenti, più spesso, danno medaglie a chi ha avuto la meglio, non a chi ha generato il meglio. Se i vincitori avessero solo perciò ragione, essere perdenti sarebbe sempre una sciagura, invece è spesso una provvidenza.<br />Nei confronti di Marco Pannella ci collochiamo tra i perdenti, tra quelli che avevano ragione e la conservano gelosamente. Chi violenta la natura delle cose commette ingiustizia, chi fa della democrazia «l'organizzazione della disorganizzazione» (De Corte) dissolve l'ordine naturale su cui la società è costruita e la trasforma in una "dissocietà". Non c'è alcun dubbio che Pannella sia stato un grande protagonista in questo campo, il Migliore, ma dalla legge sul divorzio in poi è stata una progressiva discesa agli inferi.<br />Non è il caso di ripetere qui la rassegna della dissoluzione prodotta, tanto è tristemente nota. Può essere più interessante, invece, esaminare meglio l'idea che Pannella sia stato un anticipatore dei tempi, colui che si pone controcorrente (come ha anche ricordato Mattarella ieri), che anticipa il futuro con rischio personale, un profeta capace di vedere quanto nessun altro ancora vedeva.<br />IL REFERENDUM SUL DIVORZIO<br />Nella seconda metà degli anni Sessanta e nel primo lustro dei Settanta del secolo scorso, la società italiana era già ampiamente secolarizzata. Il libro di Augusto Del Noce L'epoca della secolarizzazione è del 1970, ma l'analisi della situazione e del probabile futuro che ci attendeva era già stata scritta da lui nel 1964 ne "Il problema dell'ateismo". Nel 1970 è stata approvata la legge Fortuna-Baslini sul divorzio, ma col suo libro Del Noce mostra che le basi sociali e culturali erano già state poste prima.<br />Nel 1974 Pannella e i Radicali guidarono il fronte del no al referendum sul divorzio. Ma in contemporanea anche Pedrazzi, Zizola, Scoppola, La Valle coalizzarono un fronte cattolico molto radicato e diffuso a favore del "no", segno che il terreno era già pronto e l'esito non fu prodotto solo dal pioniere Pannella. Quell'appello dei cattolici democratici per il no al referendum fu firmato da qualche migliaio di aderenti, con molti nomi di spicco che già occupavano posti di grande rilievo nella vita italiana, politica, sindacale e culturale.<br />Va anche ricordato che dei nuovi diritti al divorzio e all'aborto parlavano proprio in quell'epoca grandi teologi cattolici progressisti. Si faccia attenzione alle date. Per esempio, nel 1971 Hans Küng pubblicava il suo Essere cristiani nel quale forniva il quadro teologico progressista per l'appoggio alle richieste, diciamo così, "pannelliane", dandovi, ovviamente, un substrato di pensiero non paragonabile a quello di Marco. Nel 1972, Karl Rahner parlava di liceità dell'aborto nel suo libro Trasformazione strutturale della Chiesa come compito e come chance, pur essendo a quell'epoca ancora lontani dall'approvazione della legge 194 del 1978 e dalle battaglie per l'aborto di Pannella e Bonino che conversero nel referendum del 1981.<br />TEOLOGIA MODERNISTA<br />In altre parole, Pannella era stato anticipato perfino dalla...

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