Il giornalista e scrittore di successo Rino Cammilleri, l'apologeta kattolico, parla a tutto campo dei problemi di oggi senza dimenticare le preziose lezioni della maestra più inascoltata: la storia

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Il giornalista e scrittore di successo Rino Cammilleri, l'apologeta kattolico, parla a tutto campo dei problemi di oggi senza dimenticare le preziose lezioni della maestra più inascoltata: la storia
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3/15/2012
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April 29, 2026
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April 28, 2026
Il delitto che smaschera l'America woke
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8519" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8519</a><br /><br />IL DELITTO CHE SMASCHERA L'AMERICA WOKE<br />di Rino Cammilleri<br /> <br />Permettetemi di tornare un attimo sul caso della povera ragazza ucraina uccisa senza motivo da un pazzo in una metropolitana statunitense. Perché fa riflettere.<br />L'uomo è un negro (parola spagnola, se il woke americano l'ha fatto diventare un insulto non mi interessa). Nessuno ha soccorso la giovane, anzi si sono allontanati. E gli altri passeggeri del vagone erano tutti coloured. Lo so, adesso si dice "afroamericani", ma io sono italiano e non seguo da un pezzo i c.d. corsi di "aggiornamento" obbligatori per giornalisti.<br />Proseguiamo. L'unico che, pur provenendo da un'altra carrozza, si è accorto di quell'esserino dolce e minuto che perdeva sangue era un bianco, ma era ormai troppo tardi. L'assassino è un pluripregiudicato condannato ben quattordici volte, e rimesso in libertà per l'ennesima da una giudicessa appartenente alla stessa etnia.<br />Black Lives Matter: letteralmente, le vite dei neri contano. Evidentemente, ormai più di tutti, tant'è che i commercianti (da millenni i primi a fiutare il vento) ormai non fanno alcuna pubblicità senza metterci dentro un africano: vi basta accendere la tivù per verificare.<br />Per un black accidentalmente ucciso da poliziotti (alcuni, black pure loro) le città Usa sono state date alle fiamme e saccheggiate. Hollywood -altro ambiente in cui Dollars Matter- continuano a inondare le sale di film, regolarmente premiati con l'Oscar, sulla schiavitù dei negri prima e durante la Guerra Civile.<br />Scemato il filone degli "indiani buoni e ingiustamente decimati dai bianchi" (stra-Oscar a "Balla coi lupi", col nordista che vedeva i pellirosse in "armonia", quando la storia dice che si scannavano e derubavano tra loro da sempre), ecco un'altra "vittima" dell'Occidente cristiano con cui rinfocolare i sensi di colpa.<br />Film per film, ricordiamone uno del 1986, "Soul man", in cui un ragazzo americano che non riesce a entrare all'università si traveste da negro per approfittare delle quote riservate a questa minoranza. Dunque, se quarant'anni fa qualcuno poteva scherzarci sopra, vuol dire che già allora molti bianchi americani ne avevano le tasche piene dell'Affirmative action, con cui il governo, cedendo alla propaganda, aveva creato canali privilegiati per gente che aveva il solo merito di non avere la pelle bianca.<br />Non so se Trump si sia reso conto che per realizzare il suo programma MAGA (Make America Great Again) deve abolire questa legge idiota che ha riempito i ranghi dell'amministrazione e le cattedre e i tribunali di gente che non aveva i numeri, e respinto per tal via molti di quelli che li avevano.<br />Finora l'unica cosa che gli è riuscita di fare è di togliere di mezzo i militari trans (anche generali!) la cui sola presenza ridicolizzava l'intero esercito statunitense. Il marxismo, nella sua ultima variante woke, si è impadronito delle cattedre universitarie americane, abbondantemente foraggiate da emirati e regni arabi e riempitesi di studenti cinesi (pecunia non olet : questo è latino).<br />La solita Hollywood, mater propagandarum (anche questo) è popolata da attori e registi che (come rinfacciò loro un celebre comico in una cerimonia degli Oscar, non a caso silenziata) "sono stati sui banchi di scuola meno tempo di Greta", ma poi si pigliano pure il Nastro Verde per la Cultura, come fece la Francia con (tenetevi) Sharon Stone all'indomani dalla sua celebre accavallata di gambe su grande schermo.<br />Bene, Hollywood ha sfornato film su film per demonizzare la "caccia alle streghe" del senatore McCarthy, mostrando con ciò che è quanto più teme. Invece McCarthy aveva ragione, eccome. Trump sicuramente lo sa, e sa anche, personalmente, che dove anche la propaganda fallisce c'è sempre un'ultima ratio (sempre latino): un "pazzo" con un...

April 28, 2026
Augustus Tolton, il primo sacerdote americano nero
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8517" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8517</a><br /><br />AUGUSTUS TOLTON, IL PRIMO SACERDOTE AMERICANO NERO<br />di Rino Cammilleri<br /><br />La Chiesa cattolica degli Stati Uniti ebbe il suo primo sacerdote nero nel 1886. Si chiamava Augustus Tolton. Prima di raccontare la sua storia dobbiamo ricordare che, altrove, la Chiesa non aveva mai avuto difficoltà a ordinare negri (come si chiamavano con termine spagnolesca prima che il politicamente corretto americano decretasse l'ostracismo del termine) e ne aveva canonizzati fin dal secolo XVI. Pensiamo al siciliano san Benedetto il Moro, discendente di schiavi africani portati dagli arabi, o a san Martino da Porres, figlio di una schiava. Ma negli Usa era diverso: i neri fino alla Guerra di Secessione erano schiavi. E anche dopo la guerra il pregiudizio nei loro confronti rimase a lungo forte. Tanto a lungo che solo sotto la presidenza Kennedy venne tolto l'asterisco che contrassegnava i nomi di neri negli elenchi telefonici. Ci vollero altri decenni di affirmative action, vere e proprie «quote nere» nelle università e in altri luoghi, per disinnescare i pregiudizi razziali negli Usa, tanto da generare, in alcuni casi, grottesche inversioni: in un film degli anni Settanta, Soul man, uno studente si finge nero per poter avere un posto al college. E veniamo ad Augustus Tolton, il cui caso, all'epoca, fece vero scalpore.<br /><br />FIGLIO DI SCHIAVI CATTOLICI<br />Era nato nel 1854 a Brush Creek, nel Missouri, secondo figlio di Peter Paul Tolton e Martha Jane Chisley, schiavi cattolici di padrone cattolico. Chi aveva la fortuna di lavorare per un padrone cattolico poteva contare su un trattamento molto più umano, quasi familiare, grazie alla predicazione della Chiesa. San Paolo, nella sua Lettera a Filemone, traccia le linee guida per la gestione di uno schiavo, raccomandando lo schiavo Onesimo, fuggiasco, al padrone. Lo schiavo è un fratello in Cristo, punto e basta.<br />Liberarlo? Facile a dirsi, ma si sarebbe trovato senza lavoro e in miseria, come appunto accadde agli schiavi americani dichiarati liberi con un tratto di penna. Molti padroni romani, cristiani, liberarono i loro schiavi poco alla volta, solo dopo aver loro assicurato un futuro. Il trattamento «da fratello» svuotava dall'interno la schiavitù, fino a farla morire d morte naturale. Non a caso risorse dopo la scoperta delle Americhe, nel clima del neopaganesimo rinascimentale. I padroni del nostro Augustus, Stephen e Savilla Elliot, tenevano i loro schiavi quasi come familiari (si pensi, per un esempio, alla Mamie di Via col vento). Infatti, al battesimo di Augustus furono loro a far da padrini. Augustus aveva un fratello, Charles, e dopo di lui nacque una sorella, Anne. Tutti nati in schiavitù e, dunque, secondo la legge, schiavi. Ma tutti i bambini di casa Elliot avevano come padrini i loro padroni. Allo scoppio della guerra civile il clima si fece pesante negli Stati della Confederazione e padron Elliot preferì licenziare i suoi schiavi. Diede loro cibo e qualche soldo, poi li avviò verso il Nord. Peter Tolton si arruolò nell'esercito unionista, mentre la sua famiglia, con l'aiuto di soldati nordisti, raggiungeva l'Illinois, uno stato dove non c'era la schiavitù. Si stabilirono a Quincy, ma Peter non poté raggiungerli perché morì di dissenteria. Martha Jane e il figlio maggiore Charles trovarono lavoro nel settore del tabacco, in una fabbrica di sigari. Dovevano lasciare la piccola Anne affidata alle cure di Augustus, che aveva sui nove anni. Su di loro, però, vegliava il parroco della chiesa di St. Peter, che sorgeva vicino alla loro abitazione.<br /><br />"TI PIACEREBBE STUDIARE?"<br />Padre Peter McGirr, questo il suo nome, era un irlandese che aveva notato la precoce intelligenza di Augustus. Un giorno gli chiese se gli sarebbe piaciuto studiare. Il bambino disse subito di sì e padre McGirr lo introdusse nella...
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