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Santi e beati - BastaBugie.it

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Vite straordinarie di persone normali che hanno scelto di vivere la vita di tutti i giorni secondo gli insegnamenti del Vangelo

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July 7, 2026

La bufala di Giovanna d'Arco come prima femminista della storia

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8594" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8594</a><br /><br />LA BUFALA DI GIOVANNA D'ARCO COME PRIMA FEMMINISTA DELLA STORIA<br />di Cristina Siccardi<br /> <br />L'Unione Europea e i media "griffati" invitano spesso e volentieri ad essere solleciti nel verificare le notizie per non cadere nella trappola delle fake news, quando poi sono loro stessi a propinarle in gran quantità. L'ultima, in ordine di tempo, è quella lanciata dall'Agenzia Stampa AGI con l'articolo del 28 maggio u.s. con l'articolo intitolato Giovanna d'Arco, la prima femminista della Storia. <br />Sia ben chiaro e scritto a chiare lettere: non solo nessuna santa della Chiesa Cattolica può essere etichettata come femminista, ma neppure nessuna donna, che si professa cattolica, può essere una femminista. Il modello per ogni donna credente nella Santissima Trinità ha come modello e stella polare Maria Santissima, che non può avere nulla a che vedere con una ideologia che non solo va contro le leggi di Dio, ma anche contro le leggi di natura. Il femminismo è una patologia politica e cultura iniziata sì in Francia, ma tre secoli dopo Jeanne d'Arc, sotto la Rivoluzione francese.<br />Di fronte a queste menzogne paganeggianti che strumentalizzano, per scopi ideologici, figure come quelle dei santi, non si può far altro che, con fonti storiche alla mano, ricordare chi sono state realmente. Nessuna interpretazione, ma solo fatti e date. <br />La memoria liturgica della cosiddetta Pulzella d'Orléans cade il 30 di maggio, giorno del suo dies natalis. Fin da quando aveva tredici anni fu eletta ed investita da Dio per una missione religiosa e politica di altissima responsabilità: liberare la Francia dalla prepotenza inglese in nome di Dio.<br />La Chiesa, in quel periodo, viveva la profonda crisi del grande scisma d'Occidente, durato quasi 40 anni. Quando Caterina da Siena (1347-1380) morì c'erano un Papa e un antipapa; quando Giovanna nacque, nel gennaio del 1412 (si dice il giorno dell'Epifania, ma la cronologia è incerta), c'erano un Papa e due antipapi. Insieme a questa lacerazione all'interno della Chiesa, vi erano continue lotte fratricide fra i popoli europei, la più drammatica delle quali fu la «Guerra dei cent'anni» tra Francia e Inghilterra, iniziata nel 1337 e conclusasi, con pause intermedie, nel 1453.<br />Guerre, carestie, pestilenze, eresie prostrarono l'Europa. Era il tempo degli incubi, dove nell'immaginario collettivo le autentiche manifestazioni mistiche si intrecciavano con le magie e le stregonerie, il mondo reale della sofferenza e della morte cruenta si sovrapponeva alle fantasie demoniache popolate di mostri e di balli macabri. In questo clima di sopraffazione, di congiure e di usurpatori, di confusione nella Chiesa e nelle nazioni, l'analfabeta Jeanne, nata a Domrémy (oggi Domrémy-la-Pucelle), nei Vosgi, nella regione della Lorena, scrive una lettera di fuoco e di grazia il 22 marzo 1429, martedì della Settimana Santa:<br />LA PULZELLA INVIATA DA DIO<br />«Gesù, Maria! Re d'Inghilterra e voi duca di Bedford che vi dite reggente del regno di Francia, voi Guglielmo di La Poule, conte di Suffolk, Giovanni sire di Talbot, e voi Tommaso sire di Scales, che vi dite luogotenenti del duca di Bedford, rendete giustizia al Re del cielo. Restituite alla Pulzella che qui è stata inviata da Dio, il Re del cielo, le chiavi di tutte le buone città da voi prese e violate in Francia. Ella è venuta qui da parte di Dio per implorare il sangue reale. Ella è pronta a far pace, se volete renderle giustizia, a patto che le restituiate la Francia e paghiate per averla tenuta. E fra voi, arcieri compagni di guerra e voi altri che siete sotto la città di Orléans, andatevene nel vostro paese in nome di Dio; e se non lo fate attendete notizie della Pulzella che ben presto vi vedrà in grandissime disgrazie. Re d'Inghilterra, se così non fate, io sono condottiero e in qualunque luogo...

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June 30, 2026

L'eroismo di santa Maria Crocifissa in tempo di colera

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8588" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8588</a><br /><br />L'EROISMO DI SANTA MARIA CROCIFISSA IN TEMPO DI COLERA<br />di Ermes Dovico<br /> <br />«Supplicava che le croci non cessassero e le persecuzioni e le prove non le fossero risparmiate. Ed infatti, pur manifestando nella sua azione di fondatrice le più belle qualità d'intelligenza e di volere, ella soffrirà con grande coraggio i dolori fisici, e soprattutto le angosce dell'anima (...). Un'ardente preghiera sgorgava allora dalle sue labbra: "Gesù mio! Tu solo mi basti. La mia vita sia crocifissa con Te"». Questo è un passaggio dell'omelia pronunciata da Pio XII il 12 giugno 1954, giorno della canonizzazione di santa Maria Crocifissa Di Rosa (6 novembre 1813 - 15 dicembre 1855), fondatrice delle Ancelle della Carità.<br />Una santa, Maria Crocifissa, che come gli altri suoi "colleghi" in Paradiso prosegue la sua missione per la salvezza delle anime. Il suo nome, infatti, non risplende solo per le virtù dimostrate in vita, ma anche per quanto lei continua a fare post mortem. Basti qui ricordare il fatto che proprio Maria Crocifissa, quasi un secolo dopo la sua morte, è stata scelta da Dio nell'ambito di una delle mariofanie più ricche dell'epoca contemporanea, quella di Maria Rosa Mistica, per fare da guida alla veggente Pierina Gilli (1911-1991), apparendole molte volte dal dicembre 1944 (quando la guarì dalla meningite) in poi, preparandola alle apparizioni della Madonna, offrendole conforto e consigli spirituali. Ricordiamo che la Chiesa non ha ancora affermato l'autenticità di questa mariofania, ma nel luglio 2024 - attraverso il dialogo tra la Diocesi di Brescia e il Dicastero per la Dottrina della Fede - ha riconosciuto l'abbondanza dei frutti spirituali e la bontà dei messaggi legati a Rosa Mistica stessa.<br />Il secondo ciclo di apparizioni (1966) di Rosa Mistica ha un focus particolare sugli ammalati. Un elemento che si lega bene alla vita terrena della santa celebrata oggi, visto che il suo istituto religioso nacque proprio a seguito della carità eroica che Paola Francesca Maria Di Rosa - questo il suo nome secolare completo - dimostrò verso gli ammalati durante l'epidemia di colera che colpì la sua città, Brescia. Correva l'anno 1836. L'epidemia mieteva molte vittime. Il lazzaretto era pieno di malati ed era difficile trovare chi fosse disposto a curarli.<br />LA CHIAMATA DA DIO<br />Paola, di famiglia nobile, si sentì chiamata da Dio ad assistere i colerosi. Si consigliò con il suo confessore, monsignor Faustino Pinzoni. E poi scrisse una lettera al padre, il cavalier Clemente Di Rosa, per chiedergli il permesso di andare nel lazzaretto a curarvi le donne contagiate. La missiva - datata 21 giugno 1836 - iniziava così: «Viva Gesù! Carissimo Papà, sono a pregarvi di una grazia. Ve la chiedo in iscritto, non per mancanza di confidenza a parlarvi; ma perché non mi si chiudan le parole fra le labbra con una vostra pronta negativa. Sì, la grazia che vorrei da voi, ve la chiedo per amor di Gesù Cristo. Deh! non me la negate. Il mio vivissimo desiderio sarebbe d'approfittare del mezzo che Iddio mi dà d'aprirmi il Paradiso col praticare l'atto di carità in assistere all'ospedale le povere colerose. Lasciate che mi dedichi al servizio di queste povere infelici. Voi, fate al Signore il sacrificio della vostra Paolina; io lo farò della mia vita». Qualche riga dopo, la santa aggiungeva: «Non consultate né la carne, né il sangue, ma la Religione sola. Non apporterò alcun danno alla famiglia, perché vi ho riflettuto, e prenderò tutte le misure che la prudenza suggerisce. Di queste ve ne parlerò a viva voce. Caro Papà, accordatemi questa licenza, che mi renderete felice. Vostra affez.ma obbl.ma figlia Paola».<br />Quale fu la risposta del genitore? Prima è opportuna una premessa. A quell'epoca il padre della santa era già vedovo e aveva già subìto la perdita di sei figli su nove...

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June 16, 2026

Cieca storpia e abbandonata dai genitori, ma scelta da Dio

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8575" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8575</a><br /><br />CIECA, STORPIA E ABBANDONATA DAI GENITORI, MA SCELTA DA DIO<br /> <br />Il Castello della Metola, dove nacque Margherita nel 1287, era una fortezza posta sulla cresta di un'alta montagna, situata nella parte meridionale di Massa Trabaria. In quell'epoca tardo-medioevale Massa Trabaria, già possedimento dello Stato Pontificio, incuneata tra le potenti città di Firenze, Arezzo e Perugia, era stata proclamata Repubblica da Papa Innocenzo III e solidamente fortificata per la sua posizione strategica. Tutta la regione era aspramente montagnosa e coperta da fitte boscaglie; le strade erano scarse e primitive; i villaggi sorgevano isolati. Il castello della Metola dominava dall'alto tutta la zona godendo di una splendida vista sulla via maestra che univa le città di Mercatello e di Sant'Angelo in Vado; era stato costruito con un sistema tale di difesa da risultare pressoché inespugnabile.<br />Per questo, quando il padre di Margherita, Parisio, lo aveva conquistato togliendolo agli abitanti di Gubbio, aveva suscitato un tale entusiasmo per la sua valorosa impresa che gli era stata offerta la fortezza e tutto il vasto possedimento che la circondava. Lassù, Parisio aveva portato la giovane sposa Emilia ed aveva atteso con gioia la nascita di un erede che perpetuasse il suo nome. Quale nobile condottiero, ricco ed orgoglioso, pieno di sogni gloriosi per l'avvenire di quel figlio, aveva ordinato grandi festeggiamenti per il lieto evento, ma la delusione dei due sposi non poté essere più cocente quando s'accorsero che era nata una bambina cieca e deforme, destinata ad essere gobba e storpia.<br />L'orgoglio chiuse il loro cuore ai sentimenti di amore materno e paterno: decisero di nascondere a tutti la loro disgrazia affidando la bimba ad una donna di servizio e ordinandole di tenerla sempre nascosta. Nel modo più segreto possibile fu portata alla cattedrale di Mercatello per essere battezzata col nome di Margherita, soltanto perché il cappellano della fortezza lo aveva chiesto.<br />UNA CELLA VICINO ALLA CHIESA<br />Margherita, crescendo, manifestò una straordinaria intelligenza e imparò ben presto ad orientarsi girando per il castello, senza mai avvicinarsi alle stanze dei genitori che non volevano correre il rischio di incontrarla. Un giorno - Margherita aveva sei anni - vennero alla Metola alcuni visitatori e mentre la piccola si recava nella cappella a pregare, fu vista da una delle dame ospiti, che ovviamente fu incuriosita dalla presenza di quella bambina cieca e storpia.<br />Per evitare in futuro di correre ancora il rischio che quella sua figlia deforme venisse scoperta, Parisio escogitò un piano: fece costruire una cella vicino alla chiesa di Santa Maria della Fortezza, che si trovava a quattrocento metri dal castello, in piena boscaglia, e vi rinchiuse la figlia costringendola a vivere come una reclusa, con l'unica possibilità di passare il tempo a pregare, in attesa che da una finestrella le venisse porto un po' di cibo.<br />In quella gelida prigione, consapevole di essere rifiutata per il suo fisico anormale, Margherita avrebbe potuto crescere con l'odio in cuore per il trattamento subito, ma Dio vegliava su quell'anima a Lui cara e illuminò la sua intelligenza con la divina sapienza, facendole comprendere che era stata creata per amarLo e trovare così eterna e perfetta felicità. La bimba capì che per raggiungere un alto grado nell'amore di Dio, non è necessaria la vista, né un fisico perfetto, ma soltanto seguire l'esempio di Gesù Crocifisso e unire le nostre sofferenze alle sue. Nove anni rimase in quella cella, ricevendo frequenti visite dal cappellano che la istruiva nelle vie di Dio e rare visite dalla mamma.<br />Per amore di Gesù si impose dei lunghi digiuni e riuscì a procurarsi anche un cilicio. Mantenne il suo temperamento allegro e luminoso, accettando il...

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