Se l'educazione è l'incontro della persona con il vero, il bello e il buono, in ogni materia non può mancare Gesù Cristo

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Se l'educazione è l'incontro della persona con il vero, il bello e il buono, in ogni materia non può mancare Gesù Cristo
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12/2/2015
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June 23, 2026
La Svezia fa marcia indietro sull'uso del digitale a scuola
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8582" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8582</a><br /><br />LA SVEZIA FA MARCIA INDIETRO SULL'USO DEL DIGITALE A SCUOLA<br /> <br />La Svezia, da tempo considerata all'avanguardia nell'adozione delle tecnologie digitali, si appresta a vietare i telefoni cellulari nelle scuole a partire dall'autunno. La notizia, per quanto storica, in realtà arriva dopo un percorso iniziato già dal 2023 dal governo di coalizione di centro-destra che ha perseguito una politica che privilegia il tempo dedicato alla lettura rispetto a quello trascorso davanti agli schermi, favorendo i libri e gli strumenti di apprendimento tradizionali, soprattutto tra i bambini in età prescolare.<br />Il deputato Joar Forsell, presidente della commissione per l'istruzione del parlamento svedese, ha dichiarato che le autorità hanno riscontrato un calo generale delle capacità di lettura e scrittura, in particolare tra gli studenti più giovani. «Stiamo riducendo l'uso degli schermi perché crediamo che i libri e i metodi di apprendimento più tradizionali siano migliori per i bambini», ha affermato Forsell.<br />UN FENOMENO INTERNAZIONALE<br />La scelta svedese si inserisce in un più ampio ripensamento globale sull'uso degli smartphone nelle scuole, dopo anni in cui molti paesi avevano dotato le proprie aule di laptop, tablet e applicazioni didattiche. Per citare alcuni esempi: tra i paesi nordici, la Danimarca sembra orientata ad attuare un divieto analogo, mentre in Finlandia una legge che limita l'uso dei dispositivi mobili è già in vigore dallo scorso agosto. Ma anche dalla Spagna alla Corea del Sud si moltiplicano le misure simili, che vanno dal divieto totale dei cellulari in classe alla limitazione dei compiti svolti davanti allo schermo. Perfino negli Stati Uniti il vento sta cambiando: il distretto scolastico unificato di Los Angeles, infatti, ovvero il secondo più grande del Paese, ha annunciato il divieto degli schermi fino alla seconda elementare, l'imposizione di limiti giornalieri al tempo di utilizzo per ogni classe, il blocco di YouTube e la revisione di tutti i contratti relativi alle tecnologie didattiche.<br />I DATI CHE HANNO FATTO SCATTARE L'ALLARME<br />A corroborare la svolta svedese ci sono numeri inequivocabili. Nel Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) del 2022, il 24,3% degli studenti svedesi del nono anno non ha raggiunto un livello base di comprensione della lettura, una percentuale solo leggermente migliore della media dell'Unione Europea, ferma al 26,2%. La risposta del governo è stata tanto simbolica quanto concreta: oltre al divieto dei cellulari, infatti, quest'anno sono stati stanziati 555 milioni di corone svedesi - pari a circa 59 milioni di dollari - nell'ambito di un nuovo programma di sovvenzioni per l'acquisto di libri di testo e guide per gli insegnanti. Sul piano scientifico, Magnus Haake, professore associato di scienze cognitive all'Università di Lund, ha spiegato che l'apprendimento con materiali fisici coinvolge la parte motoria e sensoriale del cervello dei bambini e «potenzia l'intero sistema». Inoltre, anche fuori dalle aule, l'agenzia sanitaria pubblica svedese ha iniziato a fornire ai genitori indicazioni su come ridurre il tempo davanti agli schermi in famiglia.<br />UNA SVOLTA GIÀ IN ATTO<br />In alcune scuole svedesi il cambiamento è già realtà. Alla scuola superiore Malmö Borgarskola, nel sud della Svezia, i cellulari sono infatti già vietati durante le lezioni: gli studenti li depositano all'inizio di ogni ora in un apposito contenitore, scherzosamente soprannominato "Hotel per cellulari", e li ritirano solo al suono della campanella. «Quando hai un telefono, c'è sempre qualcosa da guardare», ha ammesso Melina S., studentessa di diciassette anni, la cui testimonianza è stata ripresa dai media locali. Il vicepreside Patrik Sander ha confermato che ora anche l'uso dei computer portatili -...

August 5, 2025
La scuola illude i giovani di essere eccezionali (ma senza merito)
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8230" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8230</a><br /><br />LA SCUOLA ILLUDE I GIOVANI DI ESSERE ECCEZIONALI (MA SENZA MERITO) di Raffaella Frullone<br /> <br />«L'orale non mi spaventava, anzi. Ma penso che la scuola dovrebbe insegnare ad avere un pensiero critico, non punire chi lo esprime. Il voto rischia di diventare un'arma per mettere a tacere gli studenti». Sono le parole di Mariasole Tomassini, diciannovenne di Piobbico (in Pesaro e Urbino), che si è rifiutata di sostenere il colloquio dell'Esame di Stato, prima dei lei ben tre studenti veneti hanno fatto parlare per la stessa "forma di protesta". Tra loro Gianmaria Favaretto secondo cui «L'esame di maturità per me è una sciocchezza», ha affermato, criticando un sistema di valutazione che, a suo avviso, non riflette le reali capacità degli studenti.<br />Abbiamo chiesto a Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta, se si sarebbe mai aspettato un fenomeno del genere...<br />Sinceramente sono stupito che ancora sia possibile fare esami e dare voti, nelle scuole italiane...<br />In che senso?<br />Partiamo dalla mia lettura del fenomeno. Nel 2024, il 9,8% degli studenti ha ottenuto il massimo dei voti (100 o 100 e lode); l'11,2% si è diplomato nella fascia 91-99; il 17,7% ha preso tra 81 e 90. Quasi il 40% degli studenti si è diplomato con voti altissimi, più del 10% con il massimo. Con buona pace di Carl Gauss, pare che siamo di fronte a una «generazione di fenomeni». L'impressione è confermata dai voti di laurea: un quarto dei laureati lo fa con 110 e lode; praticamente tutti si laureano a «pieni voti», cioè sopra il 99/110. Livelli stratosferici, che ogni nazione dovrebbe invidiarci, no?<br />Poi, però, l'occhio cade sui risultati dei test INVALSI di quest'anno e scopriamo che solo il 52% degli studenti dell'ultimo anno delle scuole superiori raggiunge almeno il livello base in italiano; e che nemmeno la metà degli studenti raggiunge almeno il livello base in matematica. Aggiungiamo l'effetto Flynn inverso, ossia i punteggi QI che sono sempre più bassi di generazione in generazione; disturbi psichiatrici in costante crescita nella popolazione giovanile; un numero spropositato e in aumento di disturbi cognitivi...<br />Che cosa significa?<br />Per quel che ne capisco, significa che la scuola avvalla un sistema educativo disastroso, volto a far sentire i ragazzi - tutti i ragazzi - come dei geni inarrivabili, dei talenti mai visti, delle persone eccellenti. Il narcisismo fatto sistema, alimentato dai genitori e tollerato dagli insegnanti.<br />Ovviamente, una generazione fenomenale come questa, tratta gli adulti dall'alto in basso: non accetta di essere giudicata, anzi. Dà essa stessa voti agli adulti. Non esiste l'idea di una gerarchia, il merito è scontato ed è umiliante il doverlo dimostrare. Come si diceva ai vecchi tempi, tutto è dovuto: complimenti, applausi, gratificazioni. Vedo corone d'alloro per la laurea, tocchi accademici alle elementari... Costruiamo ai ragazzi quest'illusione e poi la alimentiamo per non affrontare le conseguenze del crollo di questa bugia. Tutto ciò, a me, pare folle.<br />I ragazzi affermano di non sentirsi guardati per quello che sono, ma di star dentro un sistema che li considera solo per i voti. Che ne pensi?<br />Penso che sia vero; e che, invece di contestare questo sistema, dovrebbero accettarlo. Non sono più bambini, mi sembra normale che il mondo abbia delle aspettative nei loro confronti. Ma dico: guardiamoci intorno: chi di noi adulti è «guardato per quello che è», se non nella ristretta cerchia delle relazioni personali? E perché mai, gli altri, dovrebbero avere queste attenzioni nei nostri confronti? Siamo speciali? Valiamo più della cassiera al supermercato, o del ragazzo del McDonald, che spesso non guardiamo nemmeno in faccia?<br />La risposta del mondo adulto è stata di tipo diverso, attorno a questo fenomeno si è sviluppato...

April 15, 2025
Educazione spetta alle famiglie
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8138" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8138</a><br /><br />L'EDUCAZIONE SPETTA ALLE FAMIGLIE: TRUMP VUOLE ABOLIRE IL DIPARTIMENTO di Stefano Magni<br /> <br />Con un altro ordine esecutivo che farà discutere molto, il presidente americano Donald Trump ha dato disposizioni per lo smantellamento del Dipartimento dell'Educazione. Non si tratta di un procedimento facile, occorrerà un voto al Congresso a maggioranza qualificata per abolire il Dipartimento federale e, con la maggioranza risicata di cui dispongono i Repubblicani i numeri non ci sono, a meno di non convincere qualche Democratico a disertare. Ma sarà sempre possibile ridurre il Dipartimento ai minimi termini. E il principio, intanto, è passato: l'istruzione non è compito del governo federale, ma delle famiglie, prima di tutto, e in via sussidiaria delle istituzioni che rappresentano le comunità locali fino, al massimo, al livello dello Stato.<br />Prima di tutto è bene distinguere il Dipartimento dell'Educazione degli Usa dal nostro Ministero dell'Istruzione. Il primo non gestisce direttamente le scuole pubbliche del paese che restano appannaggio dei singoli Stati. Si tratta di un'amministrazione relativamente piccola, finanziata mediamente con appena il 2% del budget federale annuale. Ed è molto recente, istituita durante l'amministrazione Carter nel 1979, con una legge votata da un Congresso a maggioranza democratica. Serve, tuttavia, per dare un indirizzo all'educazione pubblica, vigilare sul rispetto dei diritti civili nelle scuole e concedere prestiti agli studenti. I Repubblicani, a partire da Reagan nel 1981, hanno sempre visto con sospetto questa nuova istituzione, temendo politicizzazione e indottrinamento liberal. Ma non l'hanno mai abolita. Anzi, hanno contribuito ad ampliare i prestiti agli studenti che, attualmente ammontano a quasi 1.700 miliardi di dollari concessi a 43 milioni di debitori in tutto il paese.<br />Linda McMahon, attuale segretaria all'Educazione avrà dunque il primo e più difficile compito di tagliare sui prestiti federali concessi agli studenti. Una voce di spesa che finora era stata trattata come una “mangiatoia” elettorale, soprattutto dai presidenti e dai candidati democratici. E si può solo immaginare quanta opposizione ci sarà in Congresso. Un'altra fonte di dissenso è quella dei sindacati degli insegnanti. «Ci vediamo in tribunale!» è stato il laconico e chiaro commento di Randi Weingarten, della Federazione Americana degli Insegnanti. Alcune cause sono già in corso, una intentata da procuratori generali democratici contro i licenziamenti nel Dipartimento che ne impedirebbero già il regolare funzionamento, un'altra dei genitori degli studenti con disabilità che temono di perdere le agevolazioni sinora concesse e infine altre due cause contro il taglio degli incentivi a sostegno dell'insegnamento di qualità.<br />Il guanto di sfida è stato comunque lanciato. E la sfida riguarda principi fondamentali sull'educazione che possiamo leggere già nell'introduzione dell'ordine esecutivo di Trump: «Il futuro luminoso della nostra nazione si basa su famiglie responsabili, comunità impegnate e ottime opportunità educative per ogni bambino. Purtroppo, l'esperimento di controllare l'educazione americana attraverso programmi e fondi federali, e la burocrazia irresponsabile che questi programmi e fondi sostengono, ha chiaramente deluso i nostri figli, i nostri insegnanti e le nostre famiglie». In sintesi: l'educazione parte dalla famiglia e non dallo Stato. Un principio che, per altro, sarebbe anche nella nostra Costituzione italiana, se solo qualcuno lo ricordasse.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Trump: il gender è un abuso sui minori" si trova un recente discorso di Donald Trump contro l'ideologia di genere.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il marzo aprile 2025:<br />Donal Trump ha...
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