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VERGOGNA: LA CULTURA DELLA MAGIA CHE NON AVETE!
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Benvenuti al podcast che vi farà vergognare di fare magia e vi stimolerà a mettervi in pari con la cultura BASE che dovete avere.<br />Se volete intervenire durante il podcast collegatevi ogni giovedì alle 21 sulla pagina Instagram di @talking_magic
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August 1, 2020
Michael Skinner
Questa settimana, nella nostra diretta di giovedì, abbiamo assistito, grazie a Luca, a una splendida diretta su Michael Skinner, uno dei migliori esempi di maghi professionisti, attentissimo al rapporto con il pubblico, i cosiddetti “workers”.<br />Michael nasce nel 1941 a Rochester, New York, da una famiglia agiata con discendenze inglesi, irlandesi, olandesi e tedesche. Vive con la sorella Mary Allen. Suo padre era capo dipartimento della Kodak, per la produzione di pellicole cinematografiche e fotografiche. Si aspettava ovviamente un futuro simile per il figlio, ma non gli mise mai pressione al riguardo.<br />Purtroppo, l’infanzia non sarà un periodo roseo per lui, a causa delle sue orecchie a sventola e del suo comportamento molto solitario e timido. Tuttavia, si prenderà la sua grande rivincita quando, all’età di 17 anni, scopre la magia, grazie alla biografia di John Scarne “The Amazing World of John Scarne”. Così, senza neanche saper bene se la strada facesse per lui, ordinò tramite catalogo postale “The Expert at the Card Table”. Ciò gli diede una carica così forte che si allenava dalle 8 alle 10 ore al giorno. Abbiamo quindi citato un passo del libro “L’Esperienza nella magia” di Eugene Burger, dove facendo riferimento alla suddivisione della giornata come una torta, si parla di magia affermando che per diventare dei grandi bisogna dedicargli ovviamente la fetta più grande di tutte. Michael così, cominciò a spendere il suo stipendio come “pinsetter” (addetto nelle sale da bowling al riposizionamento dei birilli) in magia. Aveva anche una teoria di “marketing” a riguardo e non spendeva tutto subito, in modo da aver stimoli costanti e non sperperare ogni suo avere. Intanto performava ogni settimana con i familiari e i parenti, dato che, come famiglia agiata, avevano spesso ospiti. Continuò a studiare da autodidatta finché, ad una convention a Batavia, New York, conobbe il suo maestro Eddie Fetcher, un omone dalle spalle grosse e dalle braccia muscolose, ma che Skinner descrive come elegante ogni volta che prendeva un mazzo di carte in mano. Per 4 anni, durante tutti i weekend, andava quindi alle lezioni a casa di Eddie a Buffalo (circa 112 km da casa sua). Dopo lo studio, Eddie lo portò a performare nei night club e nei locali. Qui Michael l’ambito a cui è interessato, il close-up. Dopo due anni di college, lavora per 5 anni nella Xerox Corporation, nella produzione per stampanti. Ogni giorno, portandosi un mazzo di carte, riusciva a dedicare 20 minuti ogni due ore allo studio della nostra arte. Nel 1967 si licenzia, compra un’auto e realizza il suo sogno di andare a Los Angeles per visitare il Magic Castle e incontrare Vernon. Lo descrive come “il moderno Merlino, che ha elevato il close-up a forma d’arte, meravigliosamente umile, compassionevole, clemente e comprensivo”. Quella stessa sera incontra anche Ron Wilson che gli offrirà ospitalità per i due anni successivi.<br />Successivamente Ron, racconterà un bellissimo aneddoto sulla grande dedizione di Michael, che Luca ha brillantemente citato. Abbiamo citato anche altri grandiosi aneddoti, riguardanti la convivenza tra Michael e David Roth (facilmente trovabile cercando su youtube “Roth Remembers”), la partenza da casa e il dialogo con la madre e l’incontro con Slydini.<br />In molti aneddoti si vede quanto Micahel avesse una grande ossessione per la tecnica e per gli effetti. Guardando alcune sue performance su youtube e, ovviamente, i suoi DVD “Close-Up Workers”, si nota infatti come siano presenti molti effetti con tanta tecnica, che Michael padroneggiava abilmente (ma non impercettibilmente, se dobbiamo essere critici, ma ciò passava forse di secondo piano una volta costituito un ottimo rapporto con gli spettatori). Riguardo agli effetti, invece, Luca ha raccontato un’incredibile esperienza di Michael al Magic Castle. Infatti, egli affermava di padroneggiare circa 2000 effetti che aveva in repertorio e di aggiungerne circa dai 50 ai 75 all’anno. Così, un...

July 25, 2020
Le regole della magia di Henri Decremps
Questo giovedì, nella nostra consueta live #VERGOGNA, abbiamo parlato di un altro grande della prestigiazione, che ha dato un gran contributo alla nostra arte. Con Giuseppe abbiamo affrontato Henri Decremps, prestigiatore amatorial, autore di diversi testi sulla magia e conosciuto soprattutto per la battaglia con l’illusionista Pinetti e per la scrittura delle 13 regole della magia.<br />Henri Decremps nasce il primo Aprile del 1746 a Béduer, in Francia. Come era di consuetudine al tempo, studiò e si laureò in diritto e matematica, diventando conosciuto quindi come giurista. Successivamente i suoi studi amatoriali compresero anche l’esoterismo e la magia scenica (al tempo usata come saltimbanco per strada, solitamente dai ciarlatani). Così, per gran parte della sua vita si dedicò allo smascheramento dei ciarlatani, categoria di persone che Decremps proprio non sopportava. Si concentrò soprattutto a Giovanni Giuseppe Bartolomeo Vincenzo Merci, conosciuto in arte come Gioseph Pinetti de Merci, uno dei più grandi prestigiatori italiani e sicuramente il più grande illusionista del 18esimo secolo, che si esibì per le corti e i teatri di Francia, Germania e successivamente anche in Russia. Pinetti era infatti un grandissimo prestigiatore, che rivoluzionò l’idea di magia nella sua epoca, portando quest’arte nei teatri, ma ciò che Decremps non riuscirà mai a sopportare era la sua “doppia faccia”. Infatti, sebbene fosse fautore della “magia bianca” intesa ovviamente solo allo scopo di intrattenimento, era comunque un grande ciarlatano e un imbroglione: si diceva infatti che vendesse rimedi miracolosi e i titoli che si era attribuito (ingegnere, cavaliere, geografo) erano falsi e totalmente inventati. <br />Così, nel 1783, Decremps pubblicò il suo primo testo, “La Magie Blanche Dévoillée”, dedicato alla rivelazione di molti effetti magici del tempo, molti dei quali eseguiti da Pinetti, che riscosse un enorme successo, tanto da andare in ristampa già l’anno dopo con una seconda edizione.<br />Nel 1784 Pinetti risponde alla provocazione di Henri inscenando scene piuttosto divertendi nei suoi spettacoli. Durante i suoi spettacoli un attore che recitava il ruolo di “Heckler”, come si direbbe in inglese, saliva sul palco e cominciava a dare le presunte spiegazioni degli effetti del prestigiatore. Così pinetti continuava la sua performance esibendo tutto in un’altra maniera, dimostrando come quelle spiegazioni erano incorrette. <br />Nel 1785 Decremps pubblica “Supplemént à la Magie Blanche Dévoillée” e nel 1786 un altro testo considerato tra i suoi più importanti: “Testament de Jérôme Sharp, Professeur de Physique Amusante”. Questo Jérôme Sharp era un personaggio fittizio creato da Henri, un professore di fisica usato per presentare i giochi descritti nel libro, che tuttora è considerato un pilastro della letteratura magica, contendendo all’interno alcuni segreti mai rivelati (come un antenato dello Charlier Shuffle). <br />La battaglia tra i due si concluse con la vittoria del giurista, che riuscì a far cacciare Pinetti dall’Europa, il quale si esibì in Russia nel 1976, subito prima di morire indigente e con scarso successo.<br />Abbiamo quindi parlato delle 13 regole della magia, che sono state considerate per molto tempo, anche non troppo lontano dai giorni nostri, verità assolute da rispettare se si voleva diventare grandi illusionisti e molto importanti per gli studiosi in quanto ci offrono un bellissimo spaccato dell’idea di magia all’epoca e anche della società. Giuseppe ha citato le più interessanti. Mettetevi comodi e #VERGOGNA.

July 18, 2020
MADRKETING in magia! Episodio speciale!
In questo speciale di #vergogna @madmark50n ci ha parlato di come vendersi in magia e ci ha insegnato alcune strategie di marketing adatte al modo del lavoro.<br />Partando da come togliersi la paura, l' ospite consiglia di partire per "step" fino ad arrivare all' obbiettivo fissato. A questo punto il primo passo è non sminuire la nostra arte. Chiedere una cifra pari a 30€ non deve esser associata al performer piuttosto deve esser vista come un simbolo o un rimborso spese (fino a 100€ non è cachet). Consiglia piuttosto di "barattare" la tua immagine. Successivamente abbiamo analizzato la "contrattazione in fase di vendita" da cui deriva anche la paura di chiedere un prezzo troppo alto.<br />Su questo punto Mad dà principalmente due suggerimenti: il primo è essere sicuri in sé stessi mentre il secondo riguarda a non accettare una proposta inferiore da quella fatta. Anche su quest ultimo punto vi è una soluzione, ovvero avere tanti "pacchetti" così da poter scendere, ma ad un compromesso. Nel momento in cui il prodotto che offri è stato acquistato vi è ancora una via che può esser sfruttata, ovvero quella di "upsellare": questo termine indica proporgli una cosa aggiuntiva (ad esempio quando al Mc ti vuoi prender un panino ma alla fine prendi anche bibita e patatine perché ti sembra conveniente).<br />Come ultima nozione Mad spiega alcune strategie per ricordargli cio che gli avete venduto facendo delle chiamate, avendo delle liste brodcats su whatsapp, inviando mail...<br />Terminata questa prima parte della diretta ci ha parlato di come farsi riconoscere.<br />1. Evitare la "commodity" ovvero non proporre un prodotto generico (mago per bambini, eventi privati, matrimoni, cene aziendali...)<br />2. Dal primo punto deriva crearsi una "nicchia" e su qusto consiglia i video di Talking Magic gratuiti.<br />3. Possedere un "avatar" ovvero un profilo target dove esser abituati a parlare, dove conosci già cosa piace alla gente, come pensano...<br />4. Ed infine avere testimonianze video/scritta di luoghi o persone.<br />Per concludere ha consigliato un libro su questi argomenti: "abitudini da un milione di dollari".<br />Ovviamente consiglio vivante di ascoltare il podcast e di #vergognarvi.
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